Teglio

Ora il pizzocchero è diventato simbolo olimpico

L’Accademia approda a Milano con una serata speciale dedicata alla tradizione valtellinese. Ospite d’onore il CEO della fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier.

Ora il pizzocchero è diventato simbolo olimpico

Dopo la recente trasferta al Parlamento Europeo di Strasburgo, l’Accademia del Pizzocchero di Teglio approda a Milano con una serata speciale dedicata alla tradizione valtellinese e al suo legame con il futuro, in un momento di avvicinamento al contesto olimpico.

Serata speciale

Ospite d’onore il CEO della fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier che ha fatto immergere tutti nello spirito olimpico anticipando qualche curiosità dei prossimi giochi olimpici. Ed è proprio con questo spirito che l’Accademia ha incontrato i vertici schierando ai fornelli le sue scarellatrici, da “scarela” che significa mattarello in dialetto. Oltre un centinaio di invitati ha gustato la prelibatezza, il piatto tipico della Valtellina.

L’evento si è svolto negli spazi di On House, in via Passione 8 a Milano, cornice che ha accolto istituzioni, rappresentanti della cultura e ospiti provenienti dal mondo accademico e scientifico. Tra i presenti, i prefetti di Sondrio Anna Pavone e di Milano Claudio Sgaraglia e il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi, insieme a personalità del panorama universitario e culturale nazionale, il rettore del Politecnico di Milano Donatella Sciuto, l’illustre dermatologo Antonino Di Pietro con la figlia Alice, Francesco di Castri Security Manager presso la fondazione Milano Cortina 2026.

A sorpresa anche Flavio Oberosler, consigliere e responsabile della comunicazione dell’Accademia, che sarà impiegato come Security Coordinator Bormio Village, Lara Patrelle come Village Manager Bormio, durante lo svolgimento delle Olimpiadi.

Storia

Fondata nel 2002 nella patria del pizzocchero, l’Accademia del Pizzocchero di Teglio continua a custodire e diffondere la ricetta autentica del celebre piatto, simbolo della cultura alpina e della tradizione contadina. Un impegno che affonda le radici proprio a Teglio, “luogo in cui i vecchi coltivavano il grano saraceno”, ricorda il presidente Flavio Bottoni.

“La nostra associazione custodisce la ricetta originale e la fa conoscere, partendo dal luogo in cui questa storia ha avuto origine. La tradizione del grano saraceno è un patrimonio che merita di essere tramandato e compreso”.

A fare da ponte fra le due realtà, il Cenacolo di Arturo Artom, numero 432, che da dieci anni promuove incontri tra mondi diversi, favorendo dialogo e visioni condivise. “Sono mondi che in molti casi si parlano solo al loro interno, e con questo Cenacolo io faccio parlare i protagonisti per mettere assieme idee e visioni sul futuro”, commenta Arturo Artom.