Il caso

Piana dell’Alute, commissione in Regione ma senza la sindaca che precisa: “Avevo detto che non ci saremmo stati”

Dure le prese di posizioni di Pd e Fratelli d'Italia sull'assenza del Comune

Piana dell’Alute, commissione in Regione ma senza la sindaca che precisa: “Avevo detto che non ci saremmo stati”

La Piana dell’Alute, una bretella stradale di circa 800 metri che corre lungo il torrente Frodolfo, è stata nuovamente al centro di un’audizione della Commissione Territorio, presieduta da Jonathan Lobati (FI). Quello di oggi, giovedì 1 ottobre 2026, è infatti del secondo incontro sull’infrastruttura, fortemente criticata dai cittadini, e che segue la sentenza del Tar, che si è pronunciato nel luglio scorso.

All’incontro, a cui erano presenti rappresentanti della Direzione generale Infrastrutture e Opere pubbliche, della Società Concessioni Autostradali Lombarde (CAL), del Comitato “Bormini per l’Alute” e dell’Associazione Italia Nostra APS, erano assenti il Comune di Bormio e la Comunità montana. Già nello scorso incontro i comitati avevano espresso forte contrarietà all’opera, considerata dannosa per il territorio, e avevano lamentato la costante assenza e chiusura al dialogo da parte delle amministrazioni locali.

Piana dell’Alute, commissione in Regione ma senza la sindaca

Nel novembre 2025 il Comitato “Bormini per l’Alute”, Italia Nostra, Mountain Wilderness e il CAI avevano presentato un ricorso al Tar, che a luglio si è pronunciato confermando la piena correttezza dell’iter amministrativo seguito dalle istituzioni.

“Il Tar – ha spiegato Antonio Muraca (Italia Nostra) – ha analizzato esclusivamente la forma procedurale. Noi, però, ribadiamo la contrarietà dell’opera, che produce danni ambientali e colpisce la stessa identità del luogo. Qui la responsabilità è politica e vi chiediamo di ragionare sull’opportunità e utilità di investire in questa bretella che rovina il territorio e rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto. La strada attuale ha saputo affrontare l’enorme afflusso di veicoli durante le Olimpiadi, a cosa serve costruire una nuova bretella?”.

Stefano Clementi (Comitato Bormini per l’Alute) ha ribadito inoltre che “i cittadini continuano a non essere ascoltati, nonostante sia oramai due anni che gridano la loro contrarietà e chiedano di valutare alternative o di realizzare varianti al progetto”.

Durante l’incontro – in cui sono intervenuti anche Michele Schiavi (FdI), Silvana Snider (Lega) e Martina Sassoli (Lombardia Migliore) – il Direttore generale dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Carmine D’Angelo ha spiegato che la Regione ha preso atto della sentenza del Tar e che dunque l’opera resta negli atti, mentre Giacomo Melis (CAL) si è detto in attesa di capire se ci sarà un ricorso in appello delle associazioni e di ottenere indicazioni dell’amministrazione in ordine alla prosecuzione dell’intervento.

Sull’assenza degli amministratori scoppia la bufera

La Commissione ha espresso amarezza per l’assenza del Comune di Bormio e ha annunciato la volontà di fissare un nuovo appuntamento.

Il disappunto del Pd

“Oggi, in Commissione Infrastrutture, abbiamo assistito a una situazione inverosimile: non si è presentato nessuno dell’amministrazione comunale di Bormio ed è la seconda volta. Ma questi incontri non si organizzano dall’oggi al domani. Forse era meglio per il Comune essere presente e ribadire le proprie intenzioni. Che noi osteggiamo: no alla tangenzialina. Non la vogliono i cittadini, è un’opera pesante e impattante, è superata perché ormai le Olimpiadi sono terminate da tempo e anche all’epoca, ci ha detto Italia Nostra Sondrio, non si è sentita la mancanza dell’ennesima strada”, lo dicono Simone Negri e Michele Iannotti, consigliere regionale e segretario provinciale del Pd, al termine dell’audizione tenutasi stamattina, a Palazzo Pirelli, a Milano.

“Un’opera talmente devastante quanto letteralmente inutile che noi, nella imminente seduta di consiglio dedicata al Prmt, il Piano regionale della mobilità e dei trasporti, ne faremo una battaglia qualificante: vogliamo proprio cancellare dalle mappe di Regione Lombardia il progetto. E dopo oggi ne siamo ancora più convinti perché insospettisce il fatto che il Comune non ritenga di dover partecipare a un’audizione, spiegando le proprie ragioni”, aggiungono i dem.

“E il fatto che il Tar Lombardia abbia respinto il ricorso contro l’opera, non ci stupisce: non avevamo dubbi sulla legittimità dell’operato e delle procedure sia degli uffici regionali che di Cal. Ma non è questo il punto: la questione è la scelta di realizzare un’infrastruttura che riteniamo estremamente dannosa, non risolutiva, in un quadro territoriale, come la provincia di Sondrio, in cui il tema dello sviluppo del trasporto pubblico non viene affrontato in maniera adeguata e complessiva. Il punto sono le linee ferroviarie, con i prolungamenti previsti rinviati al 2032, e i collegamenti bus con Livigno, per ora senza soluzioni. Non ci pare che il problema si risolva facendo una nuova infrastruttura stradale. Bisognerebbe avviare uno studio per valutare altre possibilità prima di costruire un’opera così imponente, che non comporta solo un danno ambientale, ma colpisce il genius loci di Bormio e della valle e non si sa se risolve i problemi viabilistici”, sottolineano Negri e Iannotti.

“Ora non ci resta che invitare Fratelli d’Italia, che ha chiesto questa nuova audizione e ha criticato giustamente l’assenza della sindaca di Bormio, a fare un passo in più e sostenere lo stralcio. A novembre dell’anno scorso Fdi ha votato con Lega e Forza Italia contro la nostra richiesta di sospendere l’opera e approfondirne gli impatti, ma può cambiare idea. Se c’è la volontà di fermare questo progetto, lavoriamo insieme per farlo e per valutare le alternative per la viabilità di Bormio. Anzi, chiederemo a tutta la maggioranza di votare lo stralcio della tangenzialina, perché la Piana dell’Alute merita di essere tutelata. Da parte nostra c’è la disponibilità a lavorare con chiunque condivida questa posizione. E la discussione del Prmt è il momento giusto”, concludono gli esponenti Pd.

Dura anche Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia)

“La Commissione consiliare deve essere il luogo nel quale Regione, amministrazioni locali e territorio possono confrontarsi e contribuire alle scelte – spiega Chiara Valcepina, consigliere regionale di Fratelli d’Italia –. Proprio per questo dispiace e desta forte perplessità che, per la seconda volta, il sindaco di Bormio Silvia Cavazzi non abbia partecipato all’audizione dedicata alla tangenzialina della Piana dell’Alute. Il confronto tra istituzioni non può essere considerato accessorio, soprattutto quando si discute di un’opera che coinvolge risorse e competenze regionali”.

Nel corso dell’audizione è stato inoltre ricordato come, rispetto al precedente confronto in Commissione, sia intervenuta la sentenza del TAR favorevole all’iter seguito per l’opera. Un elemento che chiarisce il quadro sotto il profilo procedurale, ma che non esaurisce le valutazioni sul futuro dell’intervento.

“Oggi – ha proseguito Valcepina – abbiamo potuto ascoltare solo una parte dei soggetti coinvolti, ma su una questione di questo rilievo manca ancora la voce dell’amministrazione di Bormio. Un’assenza che pesa ancora di più alla luce delle interlocuzioni in corso con l’assessorato alla Montagna sul futuro dell’opera”.

“Se si stanno valutando nuovi scenari per la mobilità dell’area o differenti sviluppi rispetto alla tangenzialina, è fondamentale che questi non rimangano confinati a interlocuzioni tra pochi soggetti. Gli assessorati competenti e l’amministrazione comunale di Bormio”, ha precisato l’esponente di FdI, “hanno il dovere istituzionale di garantire la massima trasparenza, innanzitutto nei confronti della cittadinanza e poi del Consiglio regionale, che deve essere messo nelle condizioni di conoscere gli sviluppi della vicenda. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di sostituirci alle decisioni locali. Vogliamo però che il confronto avvenga pienamente nelle sedi istituzionali. Per questo auspichiamo che venga individuata al più presto una nuova occasione. Dopo due audizioni senza la partecipazione dell’amministrazione comunale, un ulteriore rinvio sarebbe difficilmente comprensibile. Su un tema così importante è arrivato il momento di fare chiarezza”.

Le parole della sindaca Silvia Cavazzi

“Avevo comunicato l’impossibilità a partecipare, mia e dell’assessore ai Lavori pubblici Oscar Cola, il 28 settembre, a causa di impegni assunti in precedenza. La questione è una priorità per l’Amministrazione comunale e viene gestita interloquendo direttamente con gli Assessorati Regionali competenti e coinvolti, agli Enti Locali e Montagna e alle Infrastrutture e Opere Pubbliche, insieme alla Provincia di Sondrio e ai Comuni del comprensorio. Una volta completato l’approfondito e articolato confronto, gli esiti saranno comunicati ufficialmente alla cittadinanza attraverso i canali istituzionali, allo scopo di garantire un’informazione chiara, completa e coerente rispetto al percorso condiviso con gli Enti coinvolti. Ho ritenuto pertanto opportuno, e l’ho comunicato alla Commissione, attendere la conclusione di tale percorso e le conseguenti comunicazioni ufficiali, senza anticipare valutazioni e posizioni rispetto a una questione ancora in divenire. Tutto ciò per coerenza e rispetto nei confronti di Regione Lombardia, della Provincia di Sondrio, degli altri Comuni coinvolti e dei cittadini di Bormio”