Teglio

Ponte di San Giacomo, la minoranza chiede lumi su costi e modifiche

Opera legata alla soppressione del passaggio a livello delle Stanghe, problematico per il transito dei mezzi agricoli.

Ponte di San Giacomo, la minoranza chiede lumi su costi e modifiche

Il gruppo consiliare di minoranza di Teglio ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sul progetto del ponte di San Giacomo, opera legata alla soppressione del passaggio a livello delle Stanghe, considerato particolarmente problematico per il transito dei mezzi agricoli e per l’immissione sulla Statale 38. Al centro dell’intervento ci sono le recenti indicazioni della Soprintendenza, le modifiche progettuali e le conseguenze delle scelte compiute negli ultimi anni dall’amministrazione comunale. La minoranza ricorda infatti di aver chiesto fin dall’inizio che la realizzazione dell’opera fosse lasciata interamente a Rete Ferroviaria Italiana, compresa la viabilità di collegamento tra San Giacomo e Valgella. “Oggi dobbiamo verificare concretamente il risultato di quella scelta – afferma Laura Branchi – perché nel frattempo i costi sono aumentati, i tempi si sono allungati, la viabilità verso Valgella non è stata realizzata e il progetto del ponte ha subito modifiche rilevanti”. Uno dei punti più delicati riguarda la prospettata demolizione del ponte del Sentiero Valtellina, infrastruttura recente, collaudata e funzionante, realizzata dalla Comunità montana di Tirano. La minoranza chiede di conoscere le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza, le interlocuzioni avvenute tra gli enti e le alternative valutate prima di arrivare all’ipotesi di abbattimento. Secondo i consiglieri, proprio su questo passaggio servirebbe maggiore chiarezza, perché l’eliminazione di un’opera già esistente e utilizzabile comporterebbe nuove spese e una revisione complessiva dell’assetto ciclopedonale della zona.

Timori

Il timore è che una scelta nata per rispondere a esigenze paesaggistiche finisca per produrre un aggravio economico e progettuale per la collettività. “Invece di tutelare e difendere l’infrastruttura esistente presso la Soprintendenza – sostengono Branchi e Andrea Vir – l’amministrazione ha interpellato la Comunità montana per ottenerne il parere alla demolizione, assecondando passivamente l’abbattimento”. Il gruppo chiede anche una quantificazione complessiva dei costi legati alla demolizione, all’adeguamento del nuovo ponte con due corsie ciclopedonali, ai nuovi incarichi professionali, alla modifica del tracciato del Sentiero Valtellina e alla dismissione del precedente tratto asfaltato. Viene inoltre sollevata la richiesta di chiarire se sia stato valutato un eventuale profilo di danno erariale. Nel documento si richiama anche il caso di Tresenda, dove sono presenti tre ponti ravvicinati, chiedendo quale criterio sia stato applicato a San Giacomo e perché non siano state individuate soluzioni alternative. Per la minoranza, il confronto con altre situazioni del territorio rende ancora più necessario spiegare le ragioni tecniche e paesaggistiche che avrebbero portato alla scelta della demolizione. Altro nodo riguarda la strada parallela alla ferrovia, prevista nel 2023 come opera compensativa da San Giacomo a Valgella e poi stralciata, lasciando irrisolta la situazione dell’attuale arteria sterrata. Una rinuncia che, secondo i consiglieri, rischia di ridurre l’efficacia complessiva dell’intervento, soprattutto per il collegamento agricolo e per la viabilità locale. La minoranza chiede infine quale sia il costo aggiornato dell’opera e se il contributo di 6 milioni di euro di RFI sia ancora sufficiente o se eventuali maggiori oneri finiranno a carico del Comune e quindi dei cittadini di Teglio. “Nel 2023 avevamo espresso una posizione precisa contro il coinvolgimento diretto del Comune – conclude Branchi – e avevamo avvertito che i sei milioni avrebbero potuto non bastare. Oggi chiediamo semplicemente che l’amministrazione renda conto delle scelte compiute e delle loro conseguenze”.