Marco Rodigari, appassionato di storia, ha fondato l’associazione Fronti Dimenticati Odv, organizzazione di volontariato, guidata da Massimo Rota. Il primo impegno del sodalizio è la valorizzazione della terza linea di difesa fortificata della Prima Guerra Mondiale, che da 2700 metri di quota, dal dosso Cornin di Grosotto, cala fino al Roasco, torrente che, scendendo dalla Val Grosina, divide Grosotto da Grosio; da qui, risale al monte Storile, la cui cima è fortificata con trincee in sassi, (trincee in cemento armato 50 per 80 cm, si trovano dai 1500 mt in giù) cannoniere, bunker, e riscende fino in centro di Grosio, per un dislivello di circa 4000 metri. Lo studio ricostruito grazie a Mappe del Genio Miliare di Roma, ha l’obiettivo di valorizzare i manufatti esistenti sulla linea, stimati attorno ai 200. E’ la più grande che abbiamo in Valtellina, è chiamato il Piave della Valtellina, ed era pronta nel caso la difesa dello Stelvio fosse crollata sotto il nemico.
Opere
Sulla terza linea nessuno ha combattuto, le opere sono integre per lo più. I promotori della ricerca intendono rendere coscienti residenti, studenti, della presenza di questo straordinario patrimonio storico, utile anche per un turismo alternativo. Le mappe sono state condivise da più persone, ricercatori, tecnici, semplici cittadini appassionati, che le hanno sovrapposte ai rilievi esistenti, e che percorrendo la traccia hanno trovato strutture parzialmente o completamente nascoste, da portare alla luce. Il 28 marzo, una giornata di pulizia dagli arbusti, da parte dei membri dell’associazione e del gruppo Alpini. La sfida futura, valorizzare, dopo i sopralluoghi degli speleologi commissionati dal Comune, con grande interesse del sindaco Gianni Pini, una galleria lunga 100 metri a livello del paese sulla sinistra, che alla fine reca una postazione di mitragliatrice.