Grosio

Rupe Magna, sono 60 anni dalla scoperta

Domenica un laboratorio per diventare "archeologi per un giorno" nel sito storico.

Rupe Magna, sono 60 anni dalla scoperta

Sessant’anni fa una scoperta destinata a segnare la storia dell’archeologia alpina. Era il 2 agosto 1966 quando l’archeologo Davide Pace, accompagnato dal figlio, esplorando le rupi dell’arce su cui sorge il Castello di Grosio e il vicino Dosso Giroldo, individuò un ricco sistema di incisioni sulla superficie di roccia filladica levigata dai ghiacciai. Nasceva così la storia moderna della Rupe Magna, oggi conosciuta ben oltre i confini della Valtellina. Due giorni dopo, il 4 agosto 1966, Pace scrisse da Bormio al Soprintendente alle Antichità della Lombardia, il professor Mario Mirabella Roberti, per comunicare l’esito dei sopralluoghi. Nella lettera parlava di un “ricco sistema d’incisioni cupelliformi” e definiva “morfologicamente stupenda” la più lunga delle rocce montonate osservate. Parole che ancora oggi restituiscono l’emozione di una scoperta eccezionale. Per celebrare il sessantesimo anniversario, il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto propone un appuntamento speciale rivolto alla cittadinanza, inserito nel progetto “La memoria delle rocce – Percorsi d’arte rupestre in Valtellina”.

Domenica

Domenica 2 agosto, alle 10, si terrà infatti il laboratorio didattico e pratico “Archeologi per un giorno”, pensato per bambini e adulti. Non sarà una semplice visita guidata, ma un’esperienza sul campo. Sotto la guida degli archeologi del Parco, i partecipanti potranno avvicinarsi al lavoro di documentazione scientifica che, dagli anni Sessanta a oggi, permette di studiare, tutelare e valorizzare questo straordinario patrimonio. Attraverso le tecniche del rilievo a contatto, grandi e piccoli impareranno a osservare e “leggere” le superfici di pietra, utilizzando fogli trasparenti per rintracciare e ricalcare con precisione cupelle, figure e canaletti. Un modo concreto per trasformarsi, almeno per un giorno, da semplici spettatori in piccoli ricercatori. L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di valorizzazione promosso in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, la Direzione regionale Musei Lombardia e la Comunità montana di Sondrio. L’obiettivo è rendere l’archeologia un’esperienza viva, accessibile e condivisa. Il ritrovo è fissato alla Ca’ del Cap, l’Info Point del Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati: potranno partecipare al massimo 15 adulti e 15 bambini, motivo per cui la prenotazione è fortemente consigliata. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a info@parcoincisionigrosio.it oppure telefonare al 346.3331405.
A sessant’anni dalla scoperta di Davide Pace, la Rupe Magna torna così a raccontarsi attraverso le mani e lo sguardo dei visitatori, confermandosi non solo un luogo della memoria, ma anche uno spazio vivo di conoscenza, ricerca e partecipazione.