Proteggere il patrimonio, rinnovare, resistere, reinventare. Giornate Europee del Patrimonio, significative e intense, nate dalla collaborazione tra assessorato Cultura, Istruzione, Sociale e la Scuola, col supporto Sistema Museale Valtellina. Venerdì 25 settembre, al Museo, laboratorio didattico di Marta Tognetti, responsabile Giardino Botanico Alpino Rezia del Parco Nazionale dello Stelvio dal titolo “Come le piante possono aiutarci a reinventare il futuro”, per studenti di scuola secondaria, guidati dalla coordinatrice Maria Sara Compagnoni. Un percorso di scoperta, riflessione, dialogo sul legame tra uomo e mondo vegetale, articolato su due concetti chiave: l’invisibile presenza quotidiana e la natura come musa ispiratrice. Ragazzi guidati a riconoscere come le piante siano costantemente presenti nella nostra vita spesso senza che ce ne accorgiamo: ci forniscono ossigeno, cibo, tessuto, medicinali, materiali edili e tecnologia.
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Tognetti. “L’uomo trae da sempre spunto dal mondo naturale per le sue più grandi creazioni; ho accettato volentieri la proposta dell’assessore Maria Albina Andreola; è sempre importante fare da mediatore fra natura e noi; credo che i giovani debbano contestualizzarsi e comprendere quanto ciò che hanno attorno stia alla base di qualsiasi altra cosa. Li ho fatti ragionare sulle piante radicate prima di noi, che sopravvivono con forme di adattamento in trasformazione con l’ambiente attorno che cambia, con metodologie più rispettose di quanto l’uomo possa inventare; è bello vedere alunni che rispondono bene quando si chiede di usare creatività, come facciano sforzo di immaginazione per entrare in connessione con nuove possibilità e prospettive come quelle delle piante, lasciando spazio al libero pensiero”. Professoressa Compagnoni. “L’esperienza, l’approccio interattivo, hanno coinvolto ragazzi alla scoperta e riflessione profonda sul legame tra uomo e mondo vegetale, in una lezione di educazione civica e ambientale, fino a comprendere che osservare la capacità di adattamento e resilienza delle piante è la chiave per progettare soluzioni sostenibili e reinventare il domani con una nuova consapevolezza: proteggere il patrimonio naturale non solo è dovere verso il passato, ma la più grande opportunità per modellarne il futuro”. Il 25 sera concerto del sociologo cantautore Luca Zazzi “Per le vie della Valfurva” dal titolo del brano “Pieno di una strana felicità” dedicato alla valle che lo ha ispirato dall’infanzia; famiglia, fiori, neve, baite e soprattutto l’amore; messaggi riferiscono di radici che diventano traiettorie verso una crescita consapevole. “Canzone – dice l’autore – che entra nel tempo e nella sua ambiguità, parlando di qualcosa che è sempre con noi mentre cresciamo e il tempo cronologico apparentemente va in avanti; è come ci fosse un’altra linea a fianco di quella della realtà e delle scelte che pensiamo di fare volontariamente, su cui sembrano agire forze più grandi noi: forse è la linea del destino che si incrocia, soprattutto nei momenti di grazia”. Sabato 26, alunni al laboratorio raccolta e lavorazione del lino con esperti agricoltori Nicole Dei Cas e Mirco Bertolina. Assessore Andreola. “E’ una sfida, impegno, responsabilità a rinnovare, sperimentare nuovi linguaggi. Resistere e reinventare. Perché memoria e patrimonio materiale e immateriale siano risorse attive e fari per il futuro”.