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mai come quest'anno

Siccità: a rischio la produzione del vino Sassella e altre sottozone

La puntuale analisi della Fondazione Fojanini, ente dedito a valorizzazione e al potenziamento della ricerca scientifica nelle discipline agrarie e ambientali e all'assistenza tecnica in agricoltura in Provincia di Sondrio

Siccità: a rischio la produzione del vino Sassella e altre sottozone
Attualità 13 Agosto 2022 ore 11:19

Le precipitazioni registrate negli ultimi 10 giorni (circa 30 mm zona Sondrio) anche se non sono state sufficienti a ricostituire il deficit idrico rispetto alle stagioni normali, hanno portato un po' di sollievo migliorando parzialmente le condizioni delle vigne, che 15-20 giorni fa erano al limite.

Lo comunica la Fondazione Fojanini nel suo bollettino periodico e continua:

Questo significa che dove le viti non erano ancora arrivate a manifestare stress evidenti, le piante si sono parzialmente riprese e questo ha consentito che non si aggravasse la situazione.

Mai come quest’anno

Critica la situazione in Sassella:

Dove invece le condizioni erano già al limite (terrazzi più esposti, vigneti con poco terreno), purtroppo neppure le precipitazioni hanno consentito di migliorare la situazione. Si vedono in diverse zone, soprattutto in Sassella dove i vigneti sono su terrazzi dotati di poco terreno, situazioni con viti che sono seccate (morte). Viti seccate si osservano anche nelle altre sottozone, ma in modo meno diffuso. Una situazione del genere è la prima volta che si osserva. D’altra parte il luglio 2022 spicca per la scarsità di precipitazioni totali (55 mm in zona Sondrio), un record negativo se confrontato con la media storica per la zona (104 mm) e addirittura peggiore rispetto all’annata “emblematica” 2003.

Il vento peggiora la situazione

Da notare inoltre la costante presenza di vento che contribuisce ad disidratare e asciugare terreno e piante, quindi qualche cosa di più della classica “breva” pomeridiana che dal lago spira verso le montagne.

Temperature elevate

Ma ad essere stata eccezionale è stata soprattutto la durata dei giorni con temperature elevate, (temperatura media di luglio 26.6 °C contro una media storica di 22.3°C, e a titolo di esempio il luglio 2021 aveva registrato una media di 22.9 °C). La combinazione di siccità (da inizio anno mancano circa 200 mm per arrivare alle medie delle precipitazioni del periodo) e temperature elevate, ha determinato quello che è davanti agli occhi di tutti, e che conferma un po’ anche il quadro dell’andamento a livello nazionale.

In questa situazione, chi è riuscito ad intervenire con delle irrigazioni di soccorso, anche con apporti limitati ma nei momenti cruciali di stress idrico, ha garantito condizioni migliori alle viti, e al momento questi vigneti appaiono notevolmente meno sofferenti.

Una criticità particolare riguarda senz’altro gli impianti giovani, e le viti messe a dimora quest’anno: laddove non è stato possibile apportare acqua, si sono registrate percentuali molto elevate di mortalità.

C’è ancora speranza

Con le perturbazioni che hanno apportato acqua (7-8 agosto) le temperature erano calate, ma ora sono tornate ad aumentare (si registrano anche in questi giorni da 3 a 4 °C superiori rispetto alle corrispondenti giornate dell’anno scorso). Quindi sarebbe importante che piovesse ancora in agosto e si abbassassero ulteriormente le temperature. Questo favorirebbe le condizioni fisiologiche delle viti. Non è detto comunque che, con ulteriori apporti di acqua dal cielo, e un calo delle temperature massime, quest' anno non possa risultare una buona annata: la vite sa giovarsi anche di apporti idrici limitati. Al momento abbiamo un anticipo sulla stagione quantificabile in almeno 10-15 giorni (siamo ormai ad un 80 percento di invaiatura, cioè colorazione dell' uva, che si osserva normalmente verso la metà-fine di agosto).

Situazione maturazione uve

La Fondazione conclude:

L’annata 2022 rientra, ma non c’erano dubbi visto l’andamento stagionale, tra le stagioni precocissime (vedasi tabella).

Rispetto alle annate 2007- 2017 però la maturazione è stata fortemente condizionata dalla siccità.
Questo ha comportato situazioni di stress idrico soprattutto a carico della sottozona del Sassella, nelle vigne con poca profondità di piede di coltivazione, sulle piantine giovani e in quei vigneti dove la sostanza organica è limitata.

Calcolare la perdita di produzione è al momento difficile, anche se si può ipotizzare un danno, ad oggi, di circa un 5-10% sul totale.

Avremo una vendemmia eterogenea, diversa da vigneto a vigneto.

La mancanza d'acqua, lo stress termico, il caldo, la luminosità, più di altri parametri hanno inciso sull’andamento stagionale.

Siamo in presenza di grappoli dal peso medio inferiore rispetto alle annate normali, che incideranno sulla produzione totale finale.

Tuttavia ci troviamo ancora in una fase di “via di mezzo” e tutto può modificarsi in un senso o nell’altro. La speranza è quella, visto che siamo ancora lontani dalla vendemmia, di un ritorno delle piogge, previste la prossima settimana. Piogge che permetterebbero una maturazione per “fotosintesi” e non per “concentrazione” .

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