La recente proposta di riqualificazione “Green” dell’area ex Falck di Novate Mezzola, ha spinto il Comitato Salute Ambiente Valli Lago a fare alcune considerazioni, pur mantenendo la totale neutralità all’interno della campagna elettorale in corso a Novate Mezzola.
La situazione dell’area
“Già dal lontano 2014 – proseguono i vertici del Comitato – quando ci siamo costituiti per contrastare il progetto di realizzazione di un comparto industriale per la produzione di conci di calcestruzzo su quest’ area fortemente inquinata, i nostri capisaldi sono stati: verità giustizia e bonifica. Per quel che attiene alla verità ci preme ricordare che il Progetto, proposto da Novate Mineraria, fu accolto positivamente dall’allora Amministrazione Copes, che promosse un Protocollo d’Intesa a cui fece seguito l’Accordo di Programma attualmente in essere. Quindi nulla è stato calato dall’alto, non c’è nessun destino ineluttabile che ci obblighi a servilismo nei confronti di una ditta che, a fronte di una manciata di posti di lavoro ha inquinato e sfruttato il nostro territorio. Altra fondamentale verità emersa dalle perizie tecniche certificate e messe agli atti, oltre a non essere mai stata fatta una reale bonifica, si è fatta passare per messa in sicurezza una semplice asfaltatura. Insomma, un modo di nascondere la polvere sotto il tappeto. Quanto alla giustizia è vero che gli imputati nel recente procedimento giudiziario sono stati assolti per non essere i responsabili dell’inquinamento, ma è comunque stato confermato che l’area è fortemente inquinata. Ad oggi, non è mai stato fatto uno studio di fattibilità, che permetta di mettere sul tavolo e soppesare i costi e la possibilità di utilizzare metodiche innovative (come già fatto in altre zone), quindi non si è mai presa realmente in considerazione questa possibilità. Partendo da questi presupposti, è importante che di Area Falck si continui a parlare, perché una soluzione seria e definitiva permetterebbe di regalare un futuro più sereno ai nostri figli e ai nostri nipoti sia dal punto di vista della salute e della qualità ambientale, che dello sviluppo della vocazione turistica del nostro paese”.
Ok a nuove proposte, ma che siano concrete e realizzabili
“Abbiamo accolto con interesse la nuova proposta emersa ultimamente – proseguono dal Comitato -. Però già ad una prima analisi è sembrata molto superficiale e avventata per alcuni aspetti fondamentali: non si tiene conto che l’area è fortemente inquinata e quindi c’è l’onere di non effettuare determinate attività. Stiamo inoltre parlando di un’area privata e nella proposta si parla di costi e proventi come se fosse pubblica. Infine non ci tornano i conti sulla produzione di energia stimata, che sembrano eccedere di gran lunga il reale potenziale. Ci sono poi molte domande a cui vorremmo avere una risposta concreta: se il parco fotovoltaico occupasse 30mila metri quadri, sul resto cosa sarebbe previsto? Si parla di scalo ferroviario: quali merci si presuppone che transiterebbero? Parlare addirittura di Progetto, di tavoli tecnici in corso ci sembra dunque perlomeno azzardato. Ci sembra sia stata fortemente sminuita la portata della problematica area ex Falck, proponendo una possibile soluzione semplicistica, quando invece la realtà è ben più complessa. Auspichiamo dunque che, nel prossimo futuro, tutti abbiano come primo e imprescindibile obiettivo il bene comune e quindi provino a collaborare per risolvere l’annosa questione Falck in modo serio e definitivo”.