E’ così tanto l’entusiasmo che, per il quarto anno Jenny Antonioli, 27 anni, di Valfurva, ha deciso di lavorare come macchinista e controllore sugli impianti di risalita di Bormio Ski, in cima alla seggiovia Valbella, a Bormio 3000. Un compito che raramente svolgono le donne italiane, più frequente in Germania e Austria.
L’empatia di Jenny mette a proprio agio le persone; lei assicura che, all’imbarco, bambini o chi è alle prime armi, chi ha bisogno, non cadano ma salgano in seggiovia nel modo più corretto e sicuro possibile. Nella cabina, può consultare le telecamere di sorveglianza. Dopo un corso promosso dalla società Sib e sostenuto l’esame, ha acquisito l’abilitazione, grazie al direttore tecnico Nicola Codega. A Santa Caterina lavora sul tapis roulant l’unica collega femmina dell’Alta Valle, Carmen.
Il sogno
Jenny ha in mente il mestiere da quando ha 14 anni; nel tempo libero dalla scuola, le piaceva moltissimo sciare e poi fermarsi a fare i compiti nell’ufficio del suo papà, Vittorio, 60 anni, addetto alla sicurezza delle piste e soccorritore, maestro di sci di fondo a Santa Caterina.
“Lo guardavo e mi dicevo: il suo è uno dei lavori più belli al mondo, all’aria aperta, a contatto con persone che praticano sport, generalmente solari”.
A 22 anni, l’esordio personale, prima nel suo paese, grazie al direttore di Stazione, Michele Ballarini, poi a Bormio
. La storia di Jenny è quella di una ragazza curiosa, aperta, disponibile; una carriera agonistica da scialpinista, Liceo Sportivo a Malles, che lascia per l’alberghiera di Bormio e avvicinarsi a casa, a 16 anni presta servizio nei rifugi alpini: il Bonetta (passo Gavia), il Marinella (Valmalenco); poi, mette da parte le gare di sci e inizia a viaggiare; Australia e Indonesia, Nepal, Slovenia; alcune estati è in ogni parte della Sardegna a raccogliere arance, in altre, presta servizio come soccorritrice al ghiacciaio dello Stelvio.
“Ho sete di conoscenza di storie e persone nuove, di esplorare il globo, ma a 19 anni ho sentito il richiamo della montagna, delle mie radici. Il lavoro sugli impianti? La manna dal cielo”.