Al mercato agricolo

Venerdì a Sondrio la preghiera del lavoro con il vescovo Oscar Cantoni

Quest'anno il tema scelto è legato all'agricoltura

Venerdì a Sondrio la preghiera del lavoro con il vescovo Oscar Cantoni
Pubblicato:

La preghiera del lavoro di quest’anno si terrà in collaborazione tra il Servizio alla pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Como e Coldiretti Sondrio presso il mercato agricolo di piazza Cavour a Sondrio venerdì 3 maggio 2024 alle ore 11. La preghiera vedrà la partecipazione del vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, e la testimonianza di alcuni giovani imprenditori agricoli della provincia.

Venerdì a Sondrio la preghiera del lavoro con il vescovo Oscar Cantoni

Il tema scelto per il 2024 è “Il sogno e la terra. I giovani tornano all’agricoltura” e prende le mosse dai dati regionali relativi alle piccole imprese agricole. Da qualche anno in provincia di Sondrio c’è la più alta percentuale di imprese under 35 di tutta la Lombardia. L’agricoltura in Valtellina e Valchiavenna è, dunque, un settore particolarmente giovane: 308 imprese sono condotte da under 35, pari al 14,3% del totale, la percentuale più alta di tutta la regione. L’ascolto di molti di questi giovani imprenditori racconta le tante scelte di vita, il desiderio di un maggiore contatto con la natura e di un lavoro all’aria aperta, la ricerca della propria vocazione professionale, la realizzazione di un sogno e di un progetto.

«Vogliamo ascoltare queste storie – dicono dal Servizio alla pastorale sociale e del lavoro – e pregare perché questo ritorno dei giovani all’agricoltura realizzi i loro sogni e stimoli la società a ritmi e stili di vita più in armonia con la nostra umanità e con il creato».

Agricoltura al centro della preghiera del lavoro

Don Andrea Del Giorgio, viceresponsabile del Servizio alla pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Como e Consulente spirituale di Coldiretti Sondrio, ricorda che «il messaggio dei vescovi italiani “Il lavoro per la partecipazione e la democrazia” è in continuità con il cammino di preparazione della cinquantesima Settimana Sociale dei cattolici in Italia che si svolgerà a Trieste dal 3 al 7 luglio prossimi.

Il testo redatto dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dopo un’introduzione sul lavoro come partecipazione alla grande opera divina del prendersi cura dell’umanità e del Creato e sulla sua identità di azione “con” e “per” gli altri, tratta soprattutto di come il prendersi cura del lavoro sia atto di carità politica e di democrazia». In quest’ottica va letta la scelta del focus particolare sul tema giovani e agricoltura.

«In un territorio come quello della provincia di Sondrio – rifletta don Andrea –, caratterizzato da primati decisamente meno positivi, come quello della denatalità, ci è sembrato un bel segnale di speranza parlare de “Il sogno e la terra”. Abbiamo sentito il desiderio di dare visibilità a testimonianze di giovani capaci di scelte lavorative dettate dalla passione e dalla volontà di contribuire allo sviluppo del proprio territorio e di realizzare un loro progetto professionale legato alla terra. Spesso in maniera innovativa e con la ricerca di un senso del lavoro non legato solo all’aspetto economico. Le esperienze di questi giovani imprenditori possono diventare esempi di quel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale attraverso cui l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita (Evangelii Gaudium, 192)».

Riflettendo sul modo in cui la Chiesa può far sentire la sua voce per sollecitare un lavoro equo, giusto e sicuro, don Del Giorgio sottolinea che «la Chiesa in sé, in quanto comunità cristiana, può svolgere un’azione educativa e profetica, mostrando come l’esperienza dell’uomo che lavora non sia oggettivabile e misurabile né riducibile a mero elemento economico. Come ogni realtà umana va vista integralmente, in tutte le sue dimensioni e dentro una storia in continuo mutamento. La Chiesa deve farsi portavoce della Parola di Dio che rivela il lavoro come realtà che, da una parte, fa l’uomo simile al Dio creatore e lavoratore (cfr. Gen 2) e, dall’altra, è sempre da redimere e liberare dalle derive oppressive e alienanti. I laici, membri del Popolo di Dio, hanno poi il dovere di contribuire con l’azione sociale, politica e sindacale allo sviluppo degli strumenti necessari allo scopo di rendere il lavoro sempre più equo, giusto e sicuro».

Seguici sui nostri canali