Nuove barriere, pali, catene, specchi parabolici, cartelli di pericolo, croci di Sant’Andrea e passaggi pedonali. Da alcuni giorni lungo via Elvezia, a Tirano, sono comparsi diversi interventi legati alla sicurezza della viabilità e del passaggio del Trenino Rosso. A segnalarlo è Bernardo Gabriele Ferrari, il cittadino tiranese, che interviene con una riflessione sulle modifiche in corso e sul loro impatto visivo e pratico. A un primo sguardo, osserva Ferrari, l’insieme di transenne e dispositivi può apparire eccessivo, ma la vicenda, secondo la sua ricostruzione, avrebbe una spiegazione più complessa. Il tema sarebbe legato agli standard di sicurezza richiesti per il transito del treno proveniente dalla Svizzera in territorio italiano.
Linea ferroviaria
Da qui la necessità di adeguare l’area attraversata dalla linea ferroviaria, con una serie di misure pensate per proteggere pedoni, automobilisti e utenti della strada. Ferrari ricorda anche come, da anni, avesse auspicato un ingresso del Trenino Rosso in zona Basilica in punta di piedi, a velocità ridotta, così da garantire maggiore sicurezza e permettere ai turisti di osservare e fotografare il Santuario. Da questo punto di vista, riconosce che la velocità attuale appare più adeguata e vicina al passo d’uomo. Restano però le perplessità sull’aspetto estetico delle soluzioni adottate. Al posto delle barriere metalliche, Ferrari avrebbe preferito elementi più integrati nel contesto, come fioriere in pietra o strutture in legno. Interventi sono ormai stati realizzati e difficilmente si tornerà indietro.