prima no, poi sì

Alberghi, agriturismi, B&B e similari possono aprire

I chiarimenti del Governo riportati da Coldiretti.

Alberghi, agriturismi, B&B e similari possono aprire
10 Maggio 2020 ore 12:14

Prima no, poi sì. Alla domanda: ma gli alberghi, i bed and breakfast e le altre strutture ricettive, tra cui gli agriturismi, devono restare chiusi? La risposta del governo ieri, sabato 9 maggio, è stata: «Gli alberghi, i bed and breakfast e le altre strutture ricettive possono proseguire la propria attività, ma esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi secondo le previsioni normative vigenti e sempre nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e della distanza interpersonale, evitando comunque di causare assembramenti negli spazi comuni o in prossimità degli accessi».

Alberghi e similari

Coldiretti sottolinea che la risposta è in totale contrasto con quanto indicato nel DCPM del 26 aprile. Forse è stato fatto un errore nell’indicazione dei codici Ateco, e l’intento era di riunire dentro la dicitura «Alberghi e similari» anche i B&B, gli agriturismi non considerando che il comparto extra alberghiero ha un codice Ateco diverso rispetto a quello del settore alberghiero. Comunque sia, l’associazione di categoria apprezza e sottolinea che «in risposta alle sollecitazioni sul sito del Governo è stata pubblicata la FAQ che chiarisce che non solo gli alberghi, ma tutte le strutture ricettive e quindi anche gli agriturismi possono ospitare le persone che sono autorizzate a muoversi nel periodo di emergenza epidemiologica». Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare l’importanza del chiarimento sulle strutture ricettive che possono dare ospitalità, con gli agriturismi italiani che senza una decisa svolta rischiano perdite per quasi un miliardo nel 2020.

Misure di sicurezza anti-coronavirus

Si tratta di una precisazione importante per i 24 mila agriturismi italiani spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti e con ampi spazi all’aperto dove – sottolinea la Coldiretti – è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti-coronavirus. Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. A pesare oltre al calo della domanda interna è il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano il 59 per cento dei pernottamenti complessivi senza dimenticare – continua la Coldiretti – le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno. In primavera – continua la Coldiretti – si concentrano anche tutte le attività di fattoria didattica che molti agriturismi svolgono per dare la possibilità ai ragazzi di stare all’aria aperta in collaborazione con le scuole, ora chiuse.

Duramente colpiti

«L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza e Coldiretti con Terranostra è impegnata nel realizzare un piano, con risorse economiche di sostegno e misure straordinarie di intervento a partire dal DL Rilancio – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città e al mare e anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire aprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e anche gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy». L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale con 24 mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253 mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

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