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Appello ai valtellinesi: "A Pasqua rimanete in casa"

La lettera diffusa dal Presidente Elio Moretti.

Appello ai valtellinesi: "A Pasqua rimanete in casa"
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Il Presidente della Provincia di Sondrio scrive a valtellinesi e valchiavennaschi

Problema complesso e grave

Sono passati venti giorni dalle immagini con i camion dell’esercito a Bergamo che trasportavano le bare verso i forni crematori. Troppo pochi per far finta di niente, voltarsi dall’altra parte e pensare che le nostre azioni di oggi siano slegate dal futuro di chi potrebbe trovarsi su quei mezzi. Foto che hanno fatto il giro del mondo, ma che, mentre il conto delle vittime è arrivato a 16.000, non sono state purtroppo sufficienti a convincere ancora tutti della gravità della situazione. - Scrive Moretti nella sua lettera rivolta ai cittadini della Provincia - Forse mai nella storia ci siamo trovati di fronte ad un problema così complesso (e grave) che si può, se non risolvere, almeno combattere con una soluzione semplice: #IORESTOACASA. Nel farlo non rispettiamo solo la memoria di chi in quei camion è passato, ma soprattutto, di chi ci potrebbe finire.

Diligenza

In un momento in cui tutti abbiamo bisogno di esempi positivi e riferimenti, forse, questi li possiamo trovare nelle migliaia di persone che hanno dedicato la propria vita affinché tutti godessimo della libertà. Un diritto che abbiamo dato troppo per scontato e che il COVID-19 dovrebbe insegnarci non esserlo. Cercando quindi nella carta costituzionale, figlia del sacrificio di milioni di italiani, possiamo trovare un principio ricorrente, ma semplice, quanto utile anche nel 2020 per affrontate l’emergenza odierna e guidare i nostri comportamenti: la “diligenza del buon padre di famiglia”.

Rimanete a casa

Dimentichiamoci per un attimo della bulimia comunicativa e cerchiamo nei valori dei nostri anziani, che sono stati in grado di farsi bastare il nulla, la stella polare delle nostre azioni. Non è il momento di pensare alle gite di Pasqua, soprattutto in una provincia turistica come la Valtellina, ma a tutti coloro che sono in prima linea dentro e fuori gli ospedali, sulle strade e in ogni luogo pubblico. Servitori dello Stato che si stanno sacrificando per permetterci di tornare presto a riassaporare la piena libertà. E non dimentichiamoci che esiste anche un altro virus, quello che sta intaccando il mondo produttivo, costretto a fermarsi, che merita il rispetto di ognuno di noi.
Se non rimarremo nelle nostre case si allungherà la chiusura delle aziende, e a lungo andare, ne pagheranno le conseguenze tutti, anche chi si sente garantito e pensa che lui non debba mai pagare alcun prezzo.
Oggi gli altri siamo noi.
Rispettiamo noi stessi per salvare le vite altrui: nessuno si senta escluso.

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