cosa si può e cosa no

Cosa cambia con la "zona gialla" in Lombardia

Ecco una sintesi di cosa sarà consentito di nuovo fare.

Cosa cambia con la "zona gialla" in Lombardia
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Oggi, domenica 13 dicembre la Lombadia diventa "zona gialla", vediamo cosa significa.

Zona gialla

Ecco una sintesi di cosa sarà consentito di nuovo fare:
🚘🛵 spostarsi liberamente all’interno del proprio Comune e tra Comuni diversi, tranne che tra le 22 e le 5 del mattino, quando è in vigore il «coprifuoco». Per spostarsi nelle ore notturne occorrono ragioni specifiche (quelle consentite sono lavoro, salute o necessità e urgenza) da certificare con un modulo;
🚞🚘 spostarsi liberamente al di fuori della Regione e andare in un’altra Regione in zona gialla (tranne, come nel caso sopra, tra le 22 e le 5 del mattino). Per spostarsi in una regione in zona arancione o rossa occorrono ragioni specifiche (lavoro, salute, necessità e urgenza) e il modulo di autocertificazione;
☕️🍺 andare al bar, fino alle ore 18;
🍽🍽 andare al ristorante, fino alle ore 18: dopo quell’ora è consentita la consegna a domicilio, e fino alle 22 è possibile prendere cibo da asporto (che non può essere consumato nelle adiacenze del ristorante);
🏢🏢 andare in un centro commerciale nei giorni feriali: non il sabato, la domenica e nei giorni festivi;
👨🏻‍🦳🧑🏻‍🦳 andare da amici e parenti: il Dpcm non prevede un divieto specifico, ma la raccomandazione è quella di continuare a non andare a visitare persone non conviventi.

Ricordiamoci però che…

Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è infatti vietato, in tutta Italia, indipendentemente dalla zona in cui si trova la propria Regione (dunque anche per la zona gialla), ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome. Nello stesso periodo è vietato anche spostarsi nelle seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma.

Nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato — anche in zona gialla — ogni spostamento tra Comuni: le uniche eccezioni previste sono quelle legate a esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità (tra le quali rientrano l’assistenza a un familiare non autosufficiente, la visita a figli minorenni se si è separati o divorziati e il ricongiungimento tra coppie per stare nell’abitazione dove abitualmente si vive).

Nello stesso periodo è vietato anche spostarsi nelle seconde case ubicate al di fuori dal proprio Comune. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Ma anche qui orse il Governo avrà qualche ripensamento.

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