Momento di riflessione

Covid-19 in Provincia di Sondrio: “L’arma vincente è la collaborazione di tutti”

Il punto a un anno dalla pandemia nel convegno promosso dall’Ust

Covid-19 in Provincia di Sondrio: “L’arma vincente è la collaborazione di tutti”
Cronaca 11 Febbraio 2021 ore 12:17

«A un anno dalla pandemia – Come la nostra vita è cambiata improvvisamente». È questo il titolo del convegno trasmesso ieri sera in diretta streaming sul canale Youtube dell’Ust nel corso del quale autorevoli rappresentanti delle istituzioni locali hanno cercato di tracciare un primo complessivo bilancio rispetto alla situazione sanitaria, economica e sociale, messe duramente a prova dall’emergenza anche in provincia di Sondrio, e delle possibili prospettive per il futuro (https://www.youtube.com/watch?v=4jnjNXVsAZQ).

A un anno dalla pandemia – Come la nostra vita è cambiata improvvisamente

Ad aprire i lavori, guidati da Fabio Panzeri, i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Sondrio, Elio Moretti, dell’Assessore regionale, Massimo Sertori, del Prefetto di Sondrio, Salvatore Rosario Pasquariello e del Direttore generale di ATS della Montagna, Lorella Cecconami che, grazie ai loro contributi, hanno fornito interessanti spunti di riflessione su un tema più che mai attuale, seguiti dagli interventi del Direttore generale ASST Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito, del giurista ed l’ex Ministro alla Salute del Governo Monti, Renato Balduzzi, del Segretario Generale della Camera di Commercio di Sondrio, Marco Bonat, e del Dirigente Ust, Fabio Molinari.

Tempo della fiducia

«Sembra impossibile che sia passato un anno da quel famoso primo caso di Covid registrato nella nostra Provincia – ha ricordato Elio Moretti, Presidente della Provincia di Sondrio –. Dopo lo smarrimento iniziale comprendemmo che anche noi dovevamo scendere in campo a combattere una battaglia del tutto inedita. Da allora la priorità è diventata quella sanitaria e ancora oggi, seppur con una cognizione diversa, le nostre abitudini sono profondamente cambiate. Questo però è anche il tempo della fiducia: abbiamo l’obbligo di guardare al futuro per cercare di riparare ai disastri seminati dalla pandemia».

Grandissima collaborazione

«La Lombardia è stata la prima Regione d’Europa ad essere così duramente colpita dalla pandemia e allora l’unica arma che avevamo a disposizione era quella di cercare di cambiare i nostri atteggiamenti se non addirittura di attenerci a provvedimenti fortemente restrittivi – ha aggiunto l’assessore regionale Massimo Sertori –. La cosa davvero straordinaria è stata la grandissima collaborazione che fin dall’inizio si è creata sul territorio e fra tutti i rappresentanti delle istituzioni: ciascuno ha dato il massimo per affrontare al meglio l’emergenza senza guardare in alcun modo a bandiere o appartenenze. Il mio appello è che, anche in futuro, si continui a lavorare insieme per concentrarci sul bene comune».

Coesione istituzionale

«Nella gestione dell’emergenza abbiamo registrato una grande coesione istituzionale – ha ribadito il Prefetto Salvatore Rosario Pasquariello –. Ritengo che siano stati compiuti anche importanti passi avanti che hanno fatto del nostro territorio una sorta di apripista rispetto ad altre Province. Ad esempio l’attivazione della Conferenza provinciale permanente, l’attività incessante del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno del quale, al fine di dare indicazioni uniformi alle forze dell’ordine, abbiamo interpretato alcuni aspetti oscuri delle norme facendone anche oggetto di diffusione alla stampa. E ancora, per rispondere alle esigenze di personale nelle case di riposo, ci siamo fatti promotori di un’iniziativa per l’attivazione di corsi gratuiti».

Fitta rete

«La fitta rete che si è costituita sul territorio è stata una delle armi vincenti: insieme, ciascuno con le proprie competenze, ci ha permesso di affrontare le nuove problematiche e di trovare anche delle soluzioni – ha ribadito il Direttore generale di ATS della Montagna, Lorella Cecconami prima di soffermarsi sui dati –. Una prima ondata, a marzo-aprile, ha fatto registrare in provincia di Sondrio circa 1.000 nuovi casi e una seconda, molto più consistente, con circa 9.000 nuovi casi da metà settembre ad oggi e con delle punte anche di oltre 1.000 casi in una settimana tra novembre e dicembre. Ad oggi siamo intorno ai 15mila nuovi casi in tutta l’Ats della Montagna e più di 20mila contatti stretti: numeri davvero molto alti. Ora ci troviamo nella fase discendente, seppur la curva stia calando in maniera molto lenta. Pertanto rinnovo l’invito a rispettare il distanziamento, all’uso corretto dei dispositivi di protezione e nell’adozione di tutti i comportamenti corretti. Dal 27 dicembre è poi partita la somministrazione delle prime dosi di vaccino. Ci vorrà tempo per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge ma oggi più che mai, anche di fronte alle nuove varianti in circolazione, occorre non abbassare la guardia».

Fortemente sinergici

«Mai come quest’anno ci siamo sentiti tutti così fortemente sinergici – ha rimarcato anche il Direttore generale ASST Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito –. Fin dalla fine di febbraio abbiamo pensato di convogliare tutti i pazienti Covid positivi in una struttura a padiglioni e storicamente dedicata alle malattie infettive come quella di Sondalo e abbiamo riorganizzato gli accessi dei pronto soccorso in modo da garantire la copertura di tutte le altre emergenze. Complessivamente abbiamo ricoverato 1.950 pazienti e di questi, purtroppo, 391 sono deceduti soprattutto nella prima fase. Nella fase più acuta siamo arrivati a dover ricoverare a Sondalo 240 pazienti Covid positivi contemporaneamente con 24 posti letto di terapia intensiva, partendo dai 6bonat che erano presenti inizialmente. Un ringraziamento particolare va alla solidarietà del popolo valtellinese che in quel periodo ha donato ad Asst ben 1 milione e 600 mila euro: una risorsa preziosissima che ci ha consentito di acquistare diversi dispositivi».

Guardare al futuro

Durante l’incontro sono stati diversi i riferimenti alla città di Bergamo quale realtà fra le più duramente flagellate nella prima fase della pandemia ma che ha avuto la forza ed il coraggio di guardare al futuro, così come ben riassunto dal sindaco Giorgio Gori all’interno del libro dal titolo «Riscatto. Bergamo e l’Italia, appunti per un futuro possibile» di cui il Direttore Panzeri ha voluto proporre un estratto particolarmente significativo del testo: «(…)Non ero preparato a così tanta morte, così tanta che ad un certo punto mi sono trovato quasi anestetizzato ma non tanto da non ritrovarmi più di una volta a piangere da solo in ufficio (…). Ho reagito nell’unico modo che conoscevo: lavorando, cercando di fare di più… mi sono sforzato di non perdere la lucidità…».

Grande difficoltà

«Questo incontro dimostra come la forza del nostro Paese stia sul territorio e nella sua capacità di organizzarsi e far fronte ai problemi – ha dichiarato l’ex Ministro alla Salute del Governo Monti, il giurista Renato Balduzzi –. Personalmente ritengo che la linea seguita quest’anno dalle istituzioni nazionali sia stata complessivamente positiva. Di fronte alla grande difficoltà iniziale di prendere le misure di questa tragedia la rete degli organismi tecnico-scientifici si è messa a funzionare così come vi è stato rispetto del modello costituzionale attraverso l’emanazione dei Decreti. Un po’ più complicato è stato invece il rapporto tra i vari livelli di Governo ma credo che nel complesso il sistema abbia retto bene».

Aspetto economico

A Marco Bonat, Segretario Generale della Camera di Commercio di Sondrio, poi il compito di tracciare una fotografia del sistema economico provinciale alla luce di questi mesi tanto difficili anche per il sistema imprenditoriale: «Sono stati mesi molto duri: a fine anno il totale delle imprese attive in provincia di Sondrio è calato dell’1,2% mentre a livello regionale dello 0,4%. Se analizziamo i flussi, le iscrizioni sono calate quasi del 12% a livello provinciale mentre a livello regionale del 18%. Il dato più eclatante è quello delle cessazioni che nel 2020 sono diminuite di poco meno del 5% mentre in Lombardia del 14%. Nelle altre province lombarde, ad eccezione di Varese, tutte le province hanno il segno meno. La crisi che stiamo affrontando oggi ha una natura esogena e nel 2021 le priorità saranno le nature del credito e molto dovrà fare il Governo ma noi di certo continueremo a fare la nostra parte. Il turismo e l’agroalimentare hanno perso molto e l’impresa digitale ha grande necessità di intervento: occorre supportare i nuovi progetti e noi abbiamo avviato e continueremo ad intraprendere un forte percorso di impresa digitale e di semplificazioni accessibili anche a distanza e a beneficio degli imprenditori».

Momento di riflessione

A concludere l’incontro è stato infine il Dirigente Ust, Fabio Molinari: «Grazie ai contributi degli ospiti siamo riusciti a ricomporre i tasselli di un passato recente e a costituire quelli per guardare con fiducia al futuro. Invito pertanto gli studenti a riascoltare questo importante momento di riflessione tramite la mediazione dei propri insegnanti anche perché ripercorrere la nostra storia recente può gettare il seme per porsi delle domande e avviare delle ricerche in modo che i nostri ragazzi possano essere davvero consapevoli della realtà in cui stanno vivendo. Anche questa è Educazione Civica a tutti gli effetti».

E’ possibile riguardare la diretta al seguente indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=4jnjNXVsAZQ

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