Solidarietà

Dagli agricoltori 1800 chili di cibo per chi è in difficoltà

Sono destinati a chi è stato maggiormente colpito dalla crisi provocata dal coronavirus.

Dagli agricoltori 1800 chili di cibo per chi è in difficoltà
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Ben 1800 chili di cibo, suddivisi in pacchi alimentari, sono stati donati dagli agricoltori di Coldiretti e ritirati grazie al supporto logistico della Croce Rossa di Sondrio. I pacchi sono poi stati consegnati alle famiglie del territorio, messe alla prova dall’emergenza sanitaria ed economica. Le consegne sono avvenute in vari comuni della Valtellina.

La solidarietà degli agricoltori di Coldiretti

I pacchi solidali contengono prodotti made in Italy di qualità: succhi di frutta, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio extra vergine d’oliva. Un segno di vicinanza che gli agricoltori hanno voluto portare a chi è rimasto indietro a causa dell’emergenza dovuta alla pandemia.

"Con il Covid-19 si è purtroppo estesa la fascia di popolazione con difficoltà economiche e anche in provincia di Sondrio sono aumentati bisogni e richieste soprattutto di beni alimentari - commenta Silvia Marchesini, presidente Coldiretti Sondrio - E’ un fatto che l'emergenza sanitaria, con le conseguenti prescrizioni che sono state adottate e sono tutt'ora in vigore per limitare la diffusione del virus, si è sia trasformata anche in emergenza economica come, purtroppo, possiamo toccare con mano anche in Valle".

Non è la prima iniziativa solidale degli agricoltori di Coldiretti

Coldiretti, insieme alla Fondazione Campagna Amica e ai suoi agricoltori, fin dai tempi del primo lockdown del marzo scorso ha attivato una larga rete di solidarietà: ne sono esempio anche le iniziative di sostegno alla Piccola Opera di Traona che lo scorso dicembre hanno portato alla vendita delle Stelle di Natale e del panettone solidale al Mercato Coperto di piazza Bertacchi a Sondrio.

"E’ un impegno - dice ancora Marchesini - che abbiamo preso con la nostra comunità: quello di essere vicini alle persone che più duramente pagano il prezzo della crisi che stiamo vivendo. Con la seconda ondata di contagi e le nuove chiusure, tante famiglie si sono trovate in una condizione di precarietà. Ed è dovere di ciascuno di noi fare la propria parte, ognuno per quello che può. Nel contempo, scegliendo e donando prodotti dell’agricoltura italiana, sosteniamo il lavoro degli agricoltori del nostro territorio, che con tenacia tengono fede all’impegno di garantire cibo per tutti".

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