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Impianti sciistici: le linee guida per tornare a sciare

Cosa dicono lo Faq del Governo.

Impianti sciistici: le linee guida per tornare a sciare
Cronaca 02 Febbraio 2021 ore 12:30

 

È in calendario per questa settimana la riunione del Comitato tecnico scientifico in cui gli esperti esamineranno il protocollo messo a punto dalle Regioni. Vediamo insieme tutte le linee guida per la riapertura degli impianti sciistici. La decisione definitiva verrà presa soltanto a ridosso della scadenza, con i dati dell’ultimo monitoraggio di venerdì 12 febbraio alla mano.

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Le regole per gli impianti sciistici

Al momento, attenendosi alle Faq del Governo, c’è già il via libera alle attività sportiva sulla neve, come sci di fondo, scialpinismo e ciaspolate, con l’accortezza di mantenere i due metri di distanza e la possibilità di uscire dal Comune anche in zona arancione (su quella rossa resta il veto).

Il protocollo “Sugli impianti per lo sci amatoriale” presentato dai governatori sarà al vaglio degli esperti nei prossimi giorni.

Piste da sci aperte in zona arancione

La proposta delle Regioni è quella di tenere le piste da sci aperte anche in zona arancione, ma con una capienza dimezzata (al 50%) per tutti gli impianti, comprese le seggiovie e l’obbligo di mascherina FFP2.  Scrivono i governatori:

“Per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 3 (c.d. “zona rossa”) del DPCM gli impianti resteranno chiusi alla fruizione degli sciatori amatoriali; per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 2 (c.d. “zona arancione”) del DPCM gli impianti rimangono aperti anche per gli sciatori amatoriali con limite del 50 % per tutte le tipologie di impianto – comprese le seggiovie – con utilizzo obbligatorio di FFP2 o di livello superiore”, c’è scritto nella proposta.

Ci sarà un tetto massimo di skipass

Sarà quindi fondamentale contingentare le presenze mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, che tenga conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali.

In tutte le realtà in cui il controllo degli skipass o delle altre tipologie di titoli di accesso, non possa essere svolta con modalità contact-less, dovranno essere adottate misure idonee ad evitare assembramenti e ridurre le occasioni di contatto, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso e comunque nel corso dell’intera giornata.

Le biglietterie lavoreranno online

I passeggeri:

“Dovranno indossare mascherina chirurgica. Andranno adottate soluzioni organizzative al fine di ridurre code e assembramenti alle biglietterie, quali ad esempio: prevendita/prenotazione on-line o tramite altre soluzioni digitali (es. applicazioni per smartphone), collaborazioni con strutture ricettive del territorio per acquisto/consegna dei titoli. Sia in fase di prevendita/prenotazione, sia di vendita in biglietteria, è necessario informare gli utenti delle buone norme di condotta e corretta prassi igienica per limitare il più possibile comportamenti inadeguati”.

Risalita: capienza cabinovie al 50%

“La portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità. La portata è ridotta al 50% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”.

Per le cabinovie “riduzione al 50% della capienza massima del veicolo ed uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità”.

Per le funivie “riduzione al 50% della capienza massima del veicolo, sia nella fase di salita che di discesa, con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità”.

“Deve essere sempre assicurato il distanziamento interpersonale di 1 metro in tutte le fasi precedenti il trasporto. Il distanziamento si applica anche a nuclei familiari, conviventi e congiunti, ad eccezione dei soggetti che necessitano di accompagnamento (es. bambini al di sotto di 1,25 m di altezza, nel caso delle seggiovie) o di assistenza (es. utenti non vedenti)”.

Toccherà ai gestori degli impianti di risalita garantire l’organizzazione e la gestione dei flussi e delle code, l’applicazione di misure (anche visive) per il mantenimento del distanziamento interpersonale e l’introduzione, nei punti strategici (parcheggi, casse, tornelli, aree di servizio, stazioni di partenza, intermedie e di arrivo) di strumenti di comunicazione idonei ad informare tutti gli utenti in merito alle regole ed ai protocolli vigenti per la limitazione del rischio di contagio.

Numero massimo nei bar e ristoranti sulle piste

Il numero massimo di persone che possono essere presenti contemporaneamente all’interno dei locali:

“è definito dalla singola struttura sulla base delle regole sul distanziamento definite nel protocollo ristorazione. Raggiunto il numero massimo predefinito di clienti nel locale, dovrà essere interdetto l’accesso ad altre persone. Si suggerisce di prevedere sistemi di prenotazione volti ad evitare che ci siano assembramenti in orari di massimo afflusso. E’ opportuno prediligere la consumazione di alimenti e bevande all’aperto, inclusa l’ordinazione e la consegna del cibo da asporto, anche adottando strutture provvisorie. L’après ski è consentito solo con posti a sedere nel rispetto delle regole già definite nei protocolli sulla ristorazione e pubblici esercizi. Si suggerisce di prevedere dei sistemi di informazione a valle che comunichino ai turisti che nelle strutture in quota potrà non essere assicurata l’accoglienza laddove sia stata raggiunta la massima capienza dei locali”.

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