13300 metri di dislivello

In bici 24 ore non stop dal passo del Sempione allo Stelvio FOTO

L'impresa di Raffaele Delle Fratte.

In bici 24 ore non stop dal passo del Sempione allo Stelvio FOTO
27 Settembre 2020 ore 08:53

 

Un viaggio di 500 km e 13.300 metri di dislivello positivo attraverso i maggiori passi delle Alpi centrali, pedalando per 24 ore e 30 minuti: è l’impresa di Raffaele Delle Fratte, classe 1990, originario di Morazzone (VA) e che attualmente vive a Limido Comasco. Raffaele, che da sempre pratica sport e ha negli anni coltivato l’amore per la montagna, ha deciso di condividere con noi il racconto del suo viaggio che pubblichiamo volentieri.

Traversata lungo le Alpi Centrali

L’idea di questa traversata lungo le Alpi centrali nasce tempo fa. – Spiega Raffaele – Quando ho iniziato a fare scialpinismo e ancora non andavo in bicicletta (anno 2010), sono venuto a conoscenza di una guida scialpinistica di F. Malnati intitolata “Dal Sempione allo Stelvio”, un titolo che sin da subito mi ha messo in testa una possibile traversata, da fare con gli sci. Tra una cosa e l’altra non ne ho avuto l’occasione di provare a farla, però dopo che ho iniziato a pedalare, mi è venuto in mente di realizzare questa traversata in bici, così è stato.

Dal Sempione allo Stelvio

Partito da Domodossola sabato 12 settembre alle 12.30 ho salito i seguenti passi: Sempione, Furka, Gottardo, San Bernardino, Splugen, Maloja, Bernina, Forcola di Livigno, Foscagno, Stelvio. Il viaggio si è concluso a Bormio domenica 13 settembre  alle 16. Il mio obiettivo era di fare questo giro “non stop” , ossia in maniera continuativa senza soste lunghe per dormire o riposarsi, così è stato. Ad eccezione quindi di pause tecniche, come riempire le borracce alle fontane, vestirsi e svestrisi, comprare una bevanda fresca o una super colazione a Chiavenna, sono riuscito a raggiungere il mio obiettivo.

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In solitaria

Ho affrontato questo giro da solo, portandomi dietro il necessario (cibo e  vestiti pesanti) in un paio di borse appese al telaio della bici e uno zaino di piccole dinensioni. È stato molto bello affrontare la salita al Furka con gli ultimi raggi del sole,  vedendolo scomparire dietro le cime dell’Oberland Bernese, al di là del Grimselpass. Una volta arrivato il buio ho acceso le mie luci, per viaggiare in sicurezza. Essendo strade secondarie ho incontrato ben poche macchine durante la notte, quindi per lunghi tratti mi sono trovato completamente solo. È una sensazione molto bella, perché ti senti immerso nel buio, nella natura, vedi e senti animali selvatici nei boschi limitrofi. In piena notte nei pressi di Spluga vedo spuntare in direzione opposta alla mia un altro ciclista, mi ha regalato un sorriso, non sono l’unico pazzo a pedalare di notte!

Colazione a Chiavenna

La notte è così passata senza problemi e alle 5.30 ho avuto la fortuna di arrivare a Chiavenna e trovare una pasticceria dove mi sono fermato per una doppia colazione! Da lì il sole ha iniziato a illuminare le montagne sopra di me finché al passo del Maloja mi ha accolto riscaldandomi. Una volta superato il passo del Bernina ho avuto la sorpresa di trovare la mia fidanzata Martina, impegnata anche lei in un giro in bici. È stato per me un momento speciale che mi ha caricato per affrontare le ultime salite.

Sullo stelvio

Una volta arrivato a Bormio ho iniziato la salita finale allo Stelvio. È una salita che avevo fatto già diverse volte in bici, quindi conosciuta e questo mi ha aiutato ad affrontarla nella giusta maniera. Gli ultimi chilometri sono stati molto emozionanti, ad ogni pedalata avevo la pelle d’oca, non dal freddo, bensì dall’emozione che stavo provando, al mio obiettivo che vedevo sempre più vicino, pensando a tutte le persone a me care che mi sostengono in queste mie “pazzie”. Una volta raggiunto il passo, qualche lacrimuccia mi è scesa, per fortuna nascosta dagli occhiali da sole! Tanta la felicità e la gioia! Da lì a Bormio è bastato scendere gli infiniti tornati, sempre molto divertenti da affrontare in bici.

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