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In Valtellina oltre un milione e mezzo di euro per l’emergenza covid: ecco come sono stati spesi e chi ha donato

Oltre a contributi in denaro anche beni e servizi: pubblicato l'elenco dei donatori e degli acquisti effettuati.

In Valtellina oltre un milione e mezzo di euro per l’emergenza covid: ecco come sono stati spesi e chi ha donato
31 Luglio 2020 ore 08:56

 

Ad oggi sono stati raccolti un milione e 572 mila euro euro: sul proprio sito internet, l’Azienda, a partire dal lancio della campagna “Aiutiamoci“, nel marzo scorso, in piena emergenza sanitaria, sulla homepage del sito internet www.asst-val.it, ha aggiornato quotidianamente il dato sulle donazioni e, in completa trasparenza, ne documenta l’utilizzo.

1300 benefattori

Tommaso Saporito

I benefattori sono privati cittadini, imprenditori, associazioni ed enti, oltre 1300 in totale, prevalentemente della provincia di Sondrio ma anche di altre zone: hanno donato piccole e grandi somme, beni e servizi, messo a disposizione gratuitamente alloggi per il personale sanitario, offerto pranzi e cene. ≪La generosità è stata straordinaria e non possiamo che rinnovare il nostro più sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito – sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -, rivelando sensibilità, attenzione e un grande cuore. Hanno dimostrato in maniera tangibile la loro vicinanza al personale e all’intero sistema sanitario sostenendo il nostro impegno in una fase tanto drammatica. Tutto quanto è stato donato, beni, servizi e in particolare i soldi, è stato utilizzato al solo scopo di garantire quanto strettamente necessario per curare i malati e contenere l’emergenza sanitaria: apparecchiature e dispositivi che in certi frangenti è stato difficile reperire≫.

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Elenco delle donazioni

Attraverso la pagina dedicata su www.asst-val.it, alla quale si accede dall’homepage, tutti possono consultare il lungo elenco che comprende le singole donazioni e l’altrettanto lunga lista dei beni acquistati. Oltre 1,5 milioni di euro sono stati raccolti e più di 1,5 milioni di euro sono stati spesi, tutti per soddisfare i bisogni e risolvere le emergenze causate dal coronavirus: materiale, dispositivi, strumenti e apparecchiature reperiti in parte in Italia ma soprattutto sul mercato internazionale, quello asiatico nella fattispecie, al termine di un lungo lavoro per reperire i fornitori, avviare le trattative e chiuderle. Così come è stato massimo l’impegno di medici, infermieri e operatori sociosanitari all’Ospedale di Sondalo e negli OBI di Sondrio e Chiavenna, molti dei quali trasferiti al Morelli dagli altri presidi, allo stesso modo il personale tecnico e amministrativo si è prodigato per garantire tutto il necessario in una vera e propria corsa all’approvvigionamento.

Grazie

≪Il lavoro è stato straordinariamente impegnativo – sottolinea il direttore generale Saporito -, per l’intero sistema sanitario provinciale: coloro che erano in prima linea e chi creava per loro le migliori condizioni per garantire le cure ai tanti malati, oltre 700, che abbiamo ricoverato a Sondalo. Il ringraziamento va a tutti i dipendenti dell’Azienda per aver dato il meglio di sé≫. I cittadini, da lontano, distanti ma uniti, hanno fatto sentire in tutti i modi il loro sostegno, soprattutto donando: una cifra che è cresciuta progressivamente, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, nel periodo più drammatico con il picco dei ricoverati, oltre 220, e anche dopo, man mano che diminuiva la pressione ma non il rischio.

Come sono stati spesi

Le delibere di presa d’atto dell’impiego dei fondi donati per l’emergenza sanitaria alla data del 30 giugno e dei beni materiali regalati e dati in comodato d’uso a titolo gratuito sono di pochi giorni fa e corrispondono alla formalizzazione di acquisti effettuati nei mesi precedenti, soprattutto tra marzo e aprile. La conversione dell’Ospedale di Sondalo ha comportato la creazione di posti di terapia intensiva, saliti dai sei disponibili a 24, e sub intensiva, l’attivazione di percorsi differenziati per l’accesso ai Pronto Soccorso di Sondrio e Chiavenna, l’apertura negli stessi presidi dei reparti di osservazione breve intensiva, OBI. Spese sono state sostenute per allestire i reparti e i relativi posti letto acquistando ventilatori polmonari, pompe siringa e volumetriche, saturimetri, apparecchiature radiologiche, defibrillatori. Sono stati acquistati migliaia e migliaia di dispositivi di protezione personale, come mascherine, calzari, camici e caschi, per tutto il personale. Complessivamente oltre 880 mila euro per le apparecchiature e quasi 670 mila per beni di consumo: ad esempio gli oltre mille saturimetri, le 100 pompe siringa, i 20 ventilatori, i 18 monitor, oltre 70 mila mascherine filtranti, 20 mila camici.

Disponibilità

Tra gli enti che hanno sostenuto lo sforzo del sistema sanitario vi è anche il Pfp Valtellina che ha aperto le camere del Vallesana per ospitare i medici volontari giunti in valle grazie alla Protezione civile e gli operatori arrivati dagli altri presidi per lavorare al Morelli ospedale covid-19 e quelli reclutati dall’Azienda. Per quanto riguarda gli alloggi vanno inoltre ricordati e ringraziati gli oltre cento proprietari che hanno messo a disposizione gratuitamente case e appartamenti in una corsa all’aiuto che in pochi giorni ha consentito di soddisfare le esigenze di tutti.

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