Incendi, +100% boschi bruciati

L'analisi di Coldiretti dopo i roghi

Incendi, +100% boschi bruciati
Cronaca 30 Ottobre 2017 ore 13:17

In un anno è raddoppiato il numero dei boschi bruciati. Lo rivela una stima della Coldiretti dopo i roghi che stanno devastando le province di Varese, Como, Lecco e Sondrio.

Boschi bruciati: i dati di Coldiretti

Il fronte del fuoco si è allargato di oltre il 100% in un anno. E' infatti passato dai 200 ettari arsi nel 2016 ai 450 ettari attuali. Già nel 2015 – spiega un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Ersaf - sono stati registrati 225 incendi, con un significativo aumento sull’anno precedente (+132) e sulla media del decennio (169 all’anno). In un caso su due è colpa dell’uomo: nel 44% si tratta di eventi dolosi e nel 7% involontari, mentre il 48% ha cause dubbie e solo l’1% è riconducibile a cause naturali.

15 anni per far ricrescere i boschi bruciati

Una volta superata l’emergenza  ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco. Lo sostiene ancora l'analisi di Coldiretti Lombardia. I danni non sono solo all’ambiente, ma anche all’economia, al lavoro e al turismo. Nelle foreste andate a fuoco – precisa la Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna e dei piccoli frutti. E anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

Il commento del presidente Prandini

In Lombardia – spiega la Coldiretti– sono oltre 625 mila gli ettari coperti da foreste e rappresentano un quarto dell’intera superficie regionale. Il 79% dei boschi è concentrato in aree montane, il 13% in collina e il resto in pianura. Sono oltre 280 le aziende attive nella filiera legno-bosco. Danno lavoro a quasi mille persone. “Gli agricoltori – afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia – svolgono un’opera fondamentale di presidio e tutela della montagna, degli alpeggi e dei boschi. I boschi sono un patrimonio che va ben gestito e tutelato, sia contro gli incendi che contro l’abbandono che è la prima condizione che favorisce i roghi”.

 

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