Seconda puntata

L’idea “green” che rivoluzionerebbe Aprica

Tanti abbracciano l'idea, gli aprichesi tacciono.

L’idea “green” che rivoluzionerebbe Aprica
Tiranese, 11 Maggio 2020 ore 07:51

La proposta.

L’idea “green” che rivoluzionerebbe Aprica

“Prima impressione a caldo, struttura da eliminare e ripristinare ciò che c’era prima. Oramai la tendenza nella cura del paesaggio è quella di togliere e, se mai, aggiungere con delicatezza e in maniera appropriata nuove strutture che abbiano un carattere, nella forma e nei materiali, provvisorio”. Il commento che ci è giunto dall’architetto e consigliere comunale morbegnese Roberto Paruscio ci ha dato il gancio per una seconda puntata in merito al futuro del Palazzetto sportivo di Aprica. Come abbiamo scritto la settimana scorsa, si tratta di una struttura costosissima, edificata sopra il torrente e che ha sostituito un piccolo laghetto precedentemente esistente, che, secondo la nostra proposta e anche la visione di tanti che preferiscono però non uscire allo scoperto, potrebbe essere sacrificata a beneficio di un ritorno allo spazio naturale che c’era prima della sua – errata o meno non siamo noi a giudicarlo, e ormai non è più quello il punto – edificazione. In settimana abbiamo raccolto diversi pareri, soprattutto di turisti o di abituali frequentatori di Aprica, perchè gli aprichesi per il momento sembrano non volersi sbilanciare. Ebbene, tutti sono favorevoli ad un ritorno del laghetto – o pozza, o sbarramento, chiamiamolo come vogliamo – precedentemente esistente.

Commenti

Così Ippolito Ferrario, turista storico e proprietario di seconda casa nella località. “Mi permetto di dire che ci vorrebbe coraggio a fare un’operazione simile, ma sarebbe uno scossone. Un gesto carico di significato. Invertire la rotta della cementificazione che ha imperversato. Una sorta di schiaffo per dire, fermiamoci e ripristiniamo il bello finchè siamo in tempo. Un esempio anche per il Comune di Corteno che ha permesso lo scempio nella zona delle colonie rovinandole per sempre. Al di là dei conti, dei preventivi con i quali una giunta si deve confrontare credo che sarebbe un’azione storica. Una piscina si potrebbe fare in luogo più idoneo. Sì, sarebbe bellissimo”. Questa l’idea di Paolo Cioccarelli, operatore turistico originario di Aprica oggi residente a Sondrio. “L’idea è ottima e potrebbe essere buon punto di partenza per una rivalutazione che Aprica certamente merita. Arduo sarebbe stabilire i parametri per la ricostruzione e la copertura delle spese ma credo che tutti sarebbero disposti a pagare 1 euro posto letto all’anno per coprire i costi e beneficiare dei servizi oggi non all’altezza di una località come Aprica. Volere è potere”.

Opinioni

E poi Simona Bonetti, altra turista di lungo corso. “Sì sarebbe bellissimo… solo che sembra un’utopia. In 50 anni, se ho visto buttare giù qualcosa, ho visto anche ricostruirgli sopra qualcosa di più grosso e alto”. E poi l’aprichese Sara Togni: “Bellissima idea, sicuramente verso una politica nuova, di cambiamento radicale e di ritorno alle origini, alla natura”. Così Silvana Onetti: “Ci sono amministrazioni comunali che lo hanno fatto, con coraggio, mettere in atto la demolizione di certi terribili errori”. Addirittura l’aprichese Amanzio Panatti si è cimentato nella spiegazione di come era nato il laghetto presente prima dell’edificazione del Palazzetto. “Non era un laghetto naturale ma uno sbarramento artificiale costruito ai tempi della guerra 15-18 da una società di aprichesi per produrre energia idroelettrica. La centrale doveva sorgere a Liscedo, poi non se ne fece più niente e piano piano si interrò assumendo le sembianze di una pozza artificiale. Lo sbarramento era costruito con massi e cemento e il dottor Volontè ci andava a pescare”.

Area Magnolta

Va detto a questo punto che in settimana abbiamo mandato una richiesta di parere anche all’intera giunta comunale di Aprica, che però non ha risposto. Certamente comprendiamo si tratti di un periodo complicato a causa del coronavirus e siamo certi che prima o poi anche gli attuali amministratori vorranno prendere parte ad un dibattito che abbiamo avviato al solo scopo di far discutere di un problema che si trascina da anni. L’eliminazione del Palazzetto e la creazione di un bacino dove si possa riformare il laghetto potrebbe rappresentare non solo un’iniziativa green ed ecosostenibile storica e forse unica per una realtà turistica montana, ma anche il là per la rivalutazione di tutta l’asta del torrente Valle Aprica e della partenza della funivia della Magnolta (impianto di risalita ormai vetusto, per cui le concessioni stanno per scadere). Con un progetto di mandato di questo genere si potrebbero gettare le basi del rinascimento della Magnolta, oltre che di tutta Aprica. Un laghetto dove poter fare il bagno, prendere il sole, giocare con i bambini all’aperto, pescare, alla partenza della funivia, sarebbe a tutti gli effetti un sogno per turisti e anche aprichesi. Non siamo certo ingenui e sappiamo, ma approfondiremo bene anche questa questione, che l’operazione costerebbe molto. Ma vanno calcolati anche i risparmi del non dover più mantenere una struttura da 100mila euro l’anno solo per energia e riscaldamento. E comunque, non crediamo valga la pena di ignorare un sogno. Parlarne non costa nulla.

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