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L’Inferno di Dante e la musica stregano il pubblico in… miniera – FOTO

Molinari: "Credo che la Divina Commedia rappresenti in modo opportuno la situazione che stiamo vivendo da alcuni e mesi e dalla quale stiamo cercando faticosamente di uscire".

L’Inferno di Dante e la musica stregano il pubblico in… miniera – FOTO
Sondrio, 19 Agosto 2020 ore 12:43

Pubblico stregato dalle parole di alcuni canti dell’Inferno di Dante e dalla musica in una serata speciale all’interno della miniera  del Gruppo Imi-Fabi a Lanzada.

Dante e musica, una serata ricca di fascino

Martedì 18 agosto 2020 si è tenuta la serata culturale organizzata dall’Ufficio Scolastico Territoriale in collaborazione con il Comune di Lanzada e l’azienda Imi-Fabi durante la quale sono stati letti alcuni canti dell’Inferno di Dante. All’incontro, avvenuto all’interno della miniera del Gruppo Imi-Fabi, era presente un folto pubblico. I canti sono stati letti da Raffaella Folini e Lorenzo Tomasoni accompagnati dal quartetto d’archi diretto dal maestro Matteo Maggioni che ha anche eseguito tre interventi. Nella serata è stato riservato un ricordo per le vittime della frana di Chiareggio. Al termine il dirigente dell’UST Fabio Molinari ha consegnato un dono simbolo di stima e riconoscenza ai rappresentanti dei Comuni della Valmalenco e ai titolari dell’azienda Imi-Fabi.

Il commento del dirigente scolastico provinciale

“Credo che la lettura dell’Inferno dantesco e più in genere tutta la Divina Commedia rappresenti in modo opportuno la situazione che stiamo vivendo da alcuni e mesi e dalla quale stiamo cercando faticosamente di uscire – ha affermato Fabio Molinari, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio – Poi è subentrata la fase successiva, che potremmo paragonare al Purgatorio. Stiamo vivendo una normalità apparente ma sempre con la consapevolezza del pericolo, della nostra limitatezza, del ritorno nel buio infernale. Ma abbiamo anche la speranza concreta che, con il tempo, arriverà la cura anche per questo male e la nostra vita, provata dalla sofferenza e da una sofferenza minore, tornerà alla sua serenità. Ma nulla di questo percorso dovrà andare perduto, dobbiamo raccomandarci a vicenda di non dimenticare questo nostro personale itinerario affinché la sofferenza non sia stata vana”.

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