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Lotta al degrado: per "La Piastra" il progetto di un portierato sociale

Vertice in Prefettura per affrontare il problema.

Lotta al degrado: per "La Piastra" il progetto di un portierato sociale
Cronaca 25 Marzo 2021 ore 17:16

Oggi, 25 marzo 2021, il Prefetto di Sondrio ha presieduto una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a cui hanno partecipato il Questore, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il rappresentante del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il Comandante della Polizia provinciale in rappresentanza del Presidente della Provincia, l’Assessore comunale Francesca Canovi in rappresentanza del Sindaco di Sondrio, il Comandante della Polizia Locale del Comune di Sondrio, il Presidente ed il Direttore dell’ALER di Bergamo-Lecco-Sondrio (Arch. Danesi ed Arch. Saligari).

Degrado a “La Piastra”

Nel corso della riunione è stata esaminata anche la problematica relativa alle condizioni di degrado segnalate in località “La Piastra” del Comune di Sondrio.
A tal proposito, - spiegano dalla Prefettura - nel prendere atto della realizzazione del sistema di videosorveglianza condominiale a cura dell’ALER e dell’elaborazione del progetto di riqualificazione e rivitalizzazione del quartiere stesso programmato con il “Bando periferie”, è stata riservata particolare attenzione all’opportunità di istituire il servizio di “Portierato sociale” a favore degli assegnatari degli immobili gestiti dall’Azienda suindicata.

Tale esperienza, maturata in ambienti particolarmente problematici di altre province, consiste nell’individuare un operatore che persegua finalità etiche o sociali anche attraverso: la rilevazione dei bisogni e delle richieste dei residenti, l’orientamento e la facilitazione della convivenza e del rispetto reciproco, l’intermediazione e l’integrazione delle diversità; tutte attività di carattere sociale dirette a ridurre le tensioni tipiche del vicinato e migliorare i rapporti reciproci, anche di accoglienza.

E’ stata, inoltre condivisa la proposta di realizzare un sistema di “sicurezza partecipata” attraverso un’organizzazione integrata tra parte pubblica e privata che garantirebbe ogni forma di prevenzione ed intervento tempestivo da parte degli organi competenti, con implementazione del numero delle telecamere sia sugli spazi pubblici, a cura del Comune; sia in aree private, a cura dell’ALER.

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