Olimpiadi Invernali 2026, Legambiente lancia l'allarme

Si teme un ulteriore consumo di suolo in montagna.

Olimpiadi Invernali 2026, Legambiente lancia l'allarme
Alto Lago, 27 Novembre 2018 ore 13:57

Legambiente lancia l'allarme in vista delle Olimpiadi invernali 2026 per le quali sono candidate Milano, Cortina e la Valtellina. Lo fa in occasione della presentazione del rapporto sul consumo di suolo.

Legambiente presenta il rapporto

E’ stato presentato oggi a Milano, presso la sede di Città Studi del Politecnico, il rapporto 2018 del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS) giunto alla settima edizione. Dopo le prime annualità, in cui il rapporto CRCS costituiva l’unica fonte disponibile per dare una dimensione al fenomeno del consumo di suolo, oggi il monitoraggio del fenomeno è svolto istituzionalmente da ISPRA, mentre nei laboratori del DASTU (Dipartimento di architettura e studi urbani) del Politecnico di Milano si monitorano gli effetti e si valutano le politiche e strategie messe a punto per governare gli usi del suolo evitando che i processi economici ne producano crescita del consumo e del degrado.

Il rapporto e le aree montane

Il rapporto riporta approfondimenti riferiti a diversi contesti regionali italiani necessari per comprendere le diverse dinamiche in atto e per affrontare in modo critico il governo delle trasformazioni degli usi del suolo. Tra questi, per la Lombardia, l’affondo a cura del CRCS è sull’efficacia dellatutela paesistica. Le Foreste, i parchi, le aree montane, lacustri, fluviali e i paesaggi di pregio sottoposti a specifica tutela in Lombardia si estendono per il 56% del territorio regionale, ovvero 13.500 kmq. In gran parte si tratta di aree scarsamente accessibili per le condizioni geomorfologiche, eppure il dato di suolo consumato per questi territori è molto alto: ben il 7% del territorio che pure, nominalmente, dovrebbe essere tutelato è in realtà pesantemente antropizzato. Per di più, nel primo quindicennio del nuovo millennio, la trasformazione dei territori soggetti a vincolo paesaggistico è cresciuta vertiginosamente: ben 120 chilometri quadrati di aree vincolate sono stati urbanizzati, con una crescita del 13,5% tra il 1999 e il 2015. Sicuramente tra le più rilevanti aggressioni vi è quella legata alle nuove infrastrutture, soprattutto stradali, realizzate nei primi anni del secolo anche all’interno di parchi naturali. La pressione derivante dai fenomeni turistici ha inoltre determinato una crescente urbanizzazione sulle sponde dei laghi e la realizzazione di nuovi impianti da sci in aree montane.

L'allarme in vista delle possibili olimpiadi

“I dati analizzati testimoniano una tutela paesaggistica che non è riuscita a fermare i processi di urbanizzazione anche quando, come nel caso delle forti pressioni insediative turistiche e sportive in zone lacustri e montane, queste hanno impattato pesantemente sui valori ambientali e paesaggistici dei territori tutelati – dichiara Andrea Arcidiacono, docente di urbanistica del Politecnico e vicepresidente nazionale di INU -.Purtroppo in Lombardia continuiamo ad accusare ritardi proprio nella pianificazione paesistica: un elemento di forte preoccupazione, anche in vista di scenari possibili per il prossimo futuro, a partire dalla candidatura olimpica di Milano e della Lombardia, che potrebbe significare nuove pressioni e impatti per i suoli delle località montane collegate all’evento”.

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