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Soccorso in forra, formazione per il Cnsas lombardo FOTO

La forra è una profonda gola a pareti verticali e avvicinate, tra le quali scorre un corso d'acqua.

Soccorso in forra, formazione per il Cnsas lombardo FOTO
07 Luglio 2020 ore 08:47

L’emergenza Covid-19 ha cambiato diversi aspetti della nostra vita e, tra questi, anche il sistema del soccorso. Affrontare un intervento oggi significa avere il massimo controllo delle componenti che riguardano distanziamento, igiene e dispositivi di protezione personale, per ridurre al minimo ogni occasione di possibile contagio. Domenica 5 luglio 2020 si è conclusa la sessione formativa in questo ambito per la squadra forre regionale, un reparto specializzato del Cnsas – Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico – che opera in contesti in cui, oltre a pareti rocciose e luoghi impervi e ostili, è presente l’acqua.

Soccorso in forra

Tutti i tecnici di soccorso in forra della Lombardia hanno partecipato a due sessioni, a Zogno, nella bergamasca Valle Brembana, nei pressi del torrente Caucio, Valle di Carubbo, e ad altre tre sessioni nel Lecchese, nel torrente Moregge, sul Monte Moregallo, a Valmadrera. La formazione, avvenuta in presenza degli istruttori, ha riguardato un aggiornamento sulle procedure tecniche e operative rilasciate da SnaFor (Scuola Nazionale Tecnici Soccorso in Forra) e SnaMed (Scuola nazionale Medici alpini) del Cnsas, riconosciute da legge dello stato. In programma vi erano una serata in videoconferenza, per la presentazione teorica e sanitaria delle normative sulle procedure da mettere in atto durante le giornate di formazione o durante l’attività di intervento, e una parte pratica in ambiente, nei torrenti indicati.

Grande dedizione

Dal Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo spiegano che “si diventa tecnico di soccorso in forra dopo avere maturato esperienza in ambito alpino o speleologico e con una formazione successiva nella progressione in questo tipo di ambiente e nelle procedure connesse agli interventi in forra. Servono competenza, abilità fisiche e mentali ma soprattutto una grande dedizione: un ringraziamento è quindi doveroso per tutti i nostri tecnici, pronti a mettersi in gioco, a imparare e a migliorare, in condizioni sempre più complesse, come quella che stiamo vivendo, in particolare nella nostra regione, colpita, più di altri territori, dall’emergenza Covid-19”.

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