Sondrio: quattro iniziative per la Giornata della Memoria

Appuntamenti per il 22 e 27 gennaio.

Sondrio: quattro iniziative per la Giornata della Memoria
Sondrio, 16 Gennaio 2020 ore 04:49

Sondrio celebra il Giorno della Memoria con quattro iniziative per non dimenticare.

Mercoledì 22 gennaio 2020 – Ore 17.00, Biblioteca Rajna

PRESENTAZIONE DEL VOLUME
“La Shoah dei bambini. La persecuzione dell’infanzia ebraica in Italia (1938-1945)” di Bruno Luca Maida (Einaudi, 2019)

Interviene l’autore, prof. Bruno Luca Maida, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino.
Introduce la prof.ssa Marcella Fratta, Assessore alla Cultura, Istruzione, Educazione del Comune di Sondrio

La storia della persecuzione degli ebrei attuata dal fascismo tra il 1938 e il 1945 è ben nota, ma raramente ci si è soffermati a riflettere su cosa abbiano significato quei tragici sette anni per i bambini italiani. Per i bambini «ariani», cresciuti nell’educazione al razzismo e alla guerra, e, soprattutto, per i bambini ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, e in moltissimi casi della distruzione e dell’eliminazione fisica della propria famiglia. Da questa prospettiva la storia che abbiamo alle spalle assume nuovi significati e stratificazioni. Il regime fascista iniziò ad attuare la discriminazione proprio dal mondo della scuola, e i bambini ebrei – prima espulsi, poi separati, esclusi e infin16e internati – furono vittime tra le vittime. Una parte di essi fu poi deportata, gli altri dovettero fuggire e nascondersi per molti mesi. Bruno Maida ne ripercorre la storia attraverso i progressivi stadi della persecuzione, attento a cogliere non solo lo sguardo che l’infanzia ebbe di fronte al turbinio dei fatti, ma la portata politica di una ferita impossibile da sanare.

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Mercoledì 22 gennaio 2020 – Ore 20.45, Teatro Sociale di Sondrio

DESTINATARIO SCONOSCIUTO
di Katherine Kressmann-Taylor
traduzione di Ada Arduini
adattamento e regia di Rosario Tedesco
luci Giuliano Almerighi
con Nicola Bortolotti e Rosario Tedesco

«Dopo 10 anni di repliche de Il Vicario di Rolf Hochhuth, ho sentito il bisogno di ritornare su quel periodo storico, sui fatti che hanno travagliato la Germania e l’Europa durante il periodo del nazismo. La mia attenzione si è rivolta a una fase precedente il conflitto, il 1933, il momento dell’ascesa al potere di Hitler, il momento in cui le ombre si stendevano su un’intera nazione, ancora ignara delle conseguenze di quello che è stato definito un delirio, e in modo non meno ipocrita come un’infatuazione.
Ho scelto questo romanzo breve di K. Kressmann-Taylor, Destinatario Sconosciuto, forse per il suo carattere privato, dapprima intimo e poi morboso. La grande amicizia che lega i due protagonisti e il suo progressivo disfarsi, come sintomo di una trasformazione – discesa agli inferi – dell’idea stessa di umanità, valori, cultura.
Ed è sorprendente come un testo breve riesca così bene a illuminare e dissolvere gli enigmi della Storia. Fin dalla prima lettura ho voluto che la “partita a scacchi” che si gioca tra i due protagonisti avesse un contrappunto musicale – non un accompagnamento, ma una struttura che si intrecci al testo stesso. Le musiche selezionate sono di Mozart, Gideon Klein e Ilse Weber. Un percorso nella Storia tedesca che racconta meglio di mille parole ciò che resta “indicibile”. Il primo brano, di Mozart, Bona Nox, descrive con tutta la sua leggerezza e scanzonata goliardia, la Germania prima del nazismo; il secondo brano, di Gideon Klein, Bachuri’le, è un esempio di quella Entartete Musik (Musica degenerata) che apre uno squarcio su la censura e sul vero volto del regime; il terzo e ultimo brano è di Ilse Weber, Wiegala, una ninna nanna che ci conduce direttamente alle soglie delle camere a gas».

 

Lunedì 27 gennaio 2020 – Ore 10.30, Parco della Rimembranza

In accordo con S.E. il Prefetto Dott. Salvatore Rosario Pasquariello la Sezione A.N.A. Valtellinese si fa promotrice della consegna ai familiari di 15 IMI – Internati Militari Italiani (Valtellinesi e Valchiavennaschi) di un portfolio foto scattate nel campo di internamento a Berlino nel 1944.

Foto personali e di momenti collettivi raccolte in un diario dal cappellano Don Artemio Zanni, fortunosamente recuperate dal Prof. Giuseppe Giannelli, che oltre a pubblicarne una biografia, ha lanciato un appello sul mensile ANA L’Alpino – novembre 2019 – per ritrovare e riconsegnare alle rispettive famiglie questi inediti documenti.

La Sezione A.N.A. Valtellinese, attraverso la sua capillare organizzazione dei Gruppi, ha individuato gli IMI e ha provveduto a contattare i familiari per invitarli alla cerimonia di consegna da effettuarsi nel programma in allestimento del GIORNO DELLA MEMORIA, lunedì 27 gennaio 2020 alle ore 10.30, al Parco della Rimembranza.

Lunedì 27 gennaio 2020 – ore 17.00 Sala delle Acque BIM

Istituto Sondriese di Storia per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISSREC) presenta:

Giorno della Memoria 2020 Dall’Oceania all’Aprica, sulle tracce degli ebrei confinati durante la seconda guerra mondiale

Bianca Ceresara Declich presenterà la ricerca di Alan Poletti Una seconda vita. Aprica-Svizzera 1943, la salvezza.
Bianca Pilat illustrerà la ricerca sulle vicende di suo padre Bruno, protagonista del libro Bruno Pilat, un eroe a sua insaputa.

27 gennaio, ore 17.00 – Sala delle Acque Palazzo Bim, Sondrio (g.c.)

Si tratta di una vicenda dall’esito felice. Grazie alla collaborazione tenace tra uomini delle istituzioni, che continuarono a credere nella solidarietà tra esseri umani – perché guardavano in alto, ai valori di tutti e per tutti – gli ebrei confinati all’Aprica durante la II Guerra Mondiale, destinati all’annientamento dalla politica nazifascista, riuscirono a salvarsi e a farsi testimoni. Venivano dalla Croazia occupata da tedeschi e italiani (aprile 1941); minacciati di sterminio da parte nazista, avevano ottenuto protezione da parte dell’esercito italiano, che li aveva aiutati a rifugiarsi in territorio italiano. Poi erano stati distribuiti sull’arco alpino, vicini alla Svizzera.

All’Aprica erano giunti in più di duecento. Dopo l’8 settembre furono aiutati da tutti, rappresentanti delle istituzioni, religiosi, popolazione, a rifugiarsi nel territorio neutrale della Svizzera. Sempre grati, da allora.

È prevista la partecipazione dei Pueri Cantores di Patrizia Fabbri e la proiezione di uno spezzone del filmato Portami di là.

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