Zona arancione

Tamponi rapidi a disposizione degli studenti in Provincia di Sondrio

Seconda e terza media tornano a scuola.

Tamponi rapidi a disposizione degli studenti in Provincia di Sondrio
Cronaca 28 Novembre 2020 ore 14:42

Con il passaggio della Regione Lombardia da zona “rossa” ad “arancione” anche gli studenti della Provincia di Sondrio di seconda e terza media, da lunedì 30 novembre, potranno tornare alla didattica in presenza nelle proprie aule.

Test antigenici rapidi

In vista di tale importante appuntamento Regione Lombardia, in collaborazione con l’Ats della Montagna e l’Asst Valtellina e Alto Lario, ha programmato uno screening tramite test antigenici rapidi su base volontaria che coinvolgerà 1.082 ragazzi e 217 docenti degli Istituti comprensivi dei Comuni di Livigno, Bormio, Chiavenna e Morbegno.

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“Tampone rapido”

«Sono molto compiaciuto del fatto che si sia deciso, in via sperimentale, di offrire la possibilità agli studenti di seconda e terza media di alcuni Comuni particolarmente popolosi della nostra provincia di effettuare su base volontaria il cosiddetto “tampone rapido”, quale importante attività di prevenzione e controllo dell’epidemia – dichiara il Dirigente Ust, Fabio Molinari (in foto) –. Credo si tratti di un ulteriore passo avanti nelle attività di monitoraggio per il quale ringrazio Regione Lombardia, in particolare l’assessore Massimo Sertori che si è speso molto per riservare una particolare attenzione alle nostre scuole, e i Direttori Generali di Asst e Ats della Montagna, Tommaso Saporito e Lorella Cecconami. Spero che il miglioramento della situazione epidemiologica che ha determinato il passaggio della Regione in zona “arancione” possa progressivamente procedere in modo da riportare in classe anche i ragazzi delle scuole superiori, magari dopo Natale».

A scuola sabato e domenica?

Garantire al più presto un ritorno alla didattica in presenza anche per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è per tutti una necessità che deve tuttavia fare i conti con diversi fattori che, secondo il Dirigente Molinari, difficilmente possono conciliarsi con lo svolgimento delle lezioni il sabato e la domenica. «Credo che riuscire a mettere in pratica l’ipotesi avanzata dal Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, comporti delle difficoltà anche oggettive legate, ad esempio, alla spesa per il riscaldamento degli ambienti scolastici, oltre a possibili problematiche relative a quanto previsto nel CCNL del personale docente rispetto ad un eventuale impegno nei giorni festivi. Tuttavia apprezzo che il Ministro abbia voluto dare un suo contributo ad un dibattito che sicuramente sarà ancora lungo e che toccherà alla politica gestire con tutte le difficoltà che la situazione attuale ha creato», conclude Molinari.

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