Ritrovato corpo al Lago Nero

Travolto dalla slavina, trovato dopo più di tre mesi

Il disgelo al Lago Nero restituisce il corpo di Mirko Budri

Travolto dalla slavina, trovato dopo più di tre mesi

E’ finalmente riemerso, grazie al disgelo, dalle acque del Lago Nero, Mirko Budri, 56 anni, di Rozzano, ma con casa anche a Campodolcino e assiduo frequentatore delle nostre valli. Era disperso da quando, nello scorso mese di febbraio, era stato travolto da una slavina. L’incidente era avvenuto nella zona del Lago Nero. Budri si trovava assieme ad altri tre amici nella zona a bordo della sua motoslitta, quando un tratto del versante si è staccato, travolgendolo e facendolo finire addirittura nel lago. Illesi gli altri tre che erano con lui.

L’intervento di recupero

L’intervento dei tecnici è avvenuto sabato 6 giugno, in località Lago Nero, comune di Madesimo. L’attivazione per la Stazione di Madesimo del Soccorso Alpino e Speleologico lombardo (CNSAS), VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, è arrivata nel pomeriggio; sei i tecnici impegnati, a supporto delle operazioni dei Vigili del fuoco, sul posto con l’elicottero Drago e i sommozzatori, insieme con la Guardia di finanza. La persona è stata avvistata in seguito al sopralluogo di un tecnico Cnsas, che subito ha segnalato l’avvistamento. La persona è stata recuperata.

Incessanti ma senza esito le ricerche al momento dell’incidente

Le operazioni di soccorso, avviate immediatamente dopo l’allarme dato dai compagni di Budri lo scorso febbraio, erano state sospese e riattivate per alcuni giorni. Sul posto hanno operato le squadre dei Vigili del Fuoco con personale Saf specializzato nel modulo “neve”, gli specialisti della Direzione Regionale dotati di sistemi Imsi catcher per la ricerca e localizzazione di dispositivi mobili, nonché il nucleo Sapr con droni equipaggiati per il supporto alle operazioni di perlustrazione aerea. Le operazioni si sono svolte in sinergia con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (Sagf) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), con un dispositivo congiunto finalizzato alla rapida individuazione del disperso, in un contesto ambientale complesso e caratterizzato da condizioni nivometeorologiche critiche nonché da una nevicata che ha interessato la zona. Le operazioni di ricerca hanno visto anche immersioni nel Lago Nero effettuate dagli speleosub del Cnsas, al fine di escludere ogni possibile scenario nell’area interessata dall’evento valanghivo. Le operazioni sono state supportate, per quanto consentito dalle condizioni meteorologiche avverse, dal Reparto Volo della Guardia di Finanza, che ha garantito il monitoraggio dall’alto e il trasporto di personale e materiali. Fondamentale anche il contributo di un’azienda privata del territorio specializzata in escursioni, che ha messo a disposizione diverse motoslitte con i relativi piloti, assicurando il trasporto in quota dei soccorritori e delle attrezzature, velocizzando le operazioni in un contesto ambientale particolarmente impervio. Dopo tre giorni di ricerche, però, le consistenti nevicate notturne hanno impedito di procedere in condizioni di sicurezza, determinando un ulteriore innalzamento del rischio di nuove slavine. L’ulteriore massa nevosa accumulatasi nella notte sulle pendici a ridosso del Lago Nero, sede delle operazioni di ricerca, ha reso l’area ancora più pericolosa per il personale impegnato nelle ricerche. Alla luce del quadro nivometeorologico e delle criticità riscontrate, le operazioni sono state sospese definitivamente. Fino al ritrovamento di sabato…