Contrasto al crimine economico

Un protocollo per arginare truffe e reati finanziari

E' stato siglato da Procura, Comando Provinciale della Guardia di Finanza e Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate

Un protocollo per arginare truffe e reati finanziari

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate hanno siglato un protocollo d’intesa volto a consolidare la cooperazione istituzionale nel contrasto alle frodi fiscali, all’evasione tributaria e all’accumulazione di patrimoni illeciti che alterano il corretto funzionamento del mercato e arrecano gravi danni all’interesse pubblico. E’ stato reso noto oggi, mercoledì 22 luglio 2026.

Un protocollo per arginare truffe e reati finanziari

L’accordo, nel dare continuità alle prassi operative già in essere, costituisce un significativo passo avanti nella costruzione di un sistema integrato di collaborazione tra magistratura requirente, polizia economico-finanziaria e amministrazione fiscale, fondato sulla condivisione immediata delle informazioni, sul coordinamento operativo e sulla valorizzazione delle rispettive competenze istituzionali.

Il Protocollo si inserisce nel quadro delle recenti innovazioni normative introdotte dal decreto legislativo n. 87 del 2024, che hanno rafforzato le interrelazioni tra procedimento penale e procedimento tributario, rendendo ancora più necessario un costante coordinamento tra le autorità coinvolte nelle attività di accertamento, investigazione e recupero delle risorse sottratte all’Erario.

L’intesa, sottoscritta dal Procuratore della Repubblica Piero Basilone, dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Daniele Sanapo e dalla Direttrice Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Dottoressa Valeria Garattini, prevede un coordinamento strutturale orientato a perfezionare l’efficacia e la tempestività delle azioni contro l’evasione fiscale sia in materia di imposte dirette, sia di imposta sul valore aggiunto.

L’iniziativa trae origine dalla comune consapevolezza che l’evasione e le frodi tributarie costituiscono oggi il volto principale della criminalità economica, spesso legate a logiche d’impresa opache. Le condotte illecite non si limitano a sottrarre risorse essenziali alla collettività, ma compromettono la concorrenza tra imprese, alterano le regole del mercato e incidono negativamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

L’accordo mira a rendere più efficace l’azione pubblica ottimizzando lo scambio di informazioni, uniformando le procedure operative e valorizzando le competenze di ciascun ente. In quest’ottica, il Protocollo permette di individuare rapidamente i reati, quantificare con precisione l’evasione fiscale e smantellare i circuiti di frode basati su società fittizie.

Assume un’importanza centrale il rafforzamento delle indagini sulla reale capacità economica di chi è coinvolto in reati tributari. L’attenzione si concentra su schermature patrimoniali, intestazioni fittizie e trasferimenti simulati per evitare il recupero dei beni da parte dello Stato. A questo scopo, il Protocollo punta su un uso tempestivo e coordinato degli strumenti investigativi già previsti dalla legge.

Le soluzioni individuate consentiranno quindi di rafforzare e migliorare lo scambio di dati e documenti di reciproco interesse istituzionale e la comune azione di contrasto all’evasione fiscale, orientando le attività d’indagine verso la repressione delle condotte maggiormente lesive dell’interesse pubblico, nella prospettiva dell’effettivo recupero dei tributi evasi.

Con la firma odierna, si intende riaffermare il valore strategico della collaborazione tra le istituzioni coinvolte, unite nel comune obiettivo di rafforzare la legalità e contrastare con fermezza ogni forma di evasione e frode fiscale.La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate hanno siglato un protocollo d’intesa volto a consolidare la cooperazione istituzionale nel contrasto alle frodi fiscali, all’evasione tributaria e all’accumulazione di patrimoni illeciti che alterano il corretto funzionamento del mercato e arrecano gravi danni all’interesse pubblico.

L’accordo, nel dare continuità alle prassi operative già in essere, costituisce un significativo passo avanti nella costruzione di un sistema integrato di collaborazione tra magistratura requirente, polizia economico-finanziaria e amministrazione fiscale, fondato sulla condivisione immediata delle informazioni, sul coordinamento operativo e sulla valorizzazione delle rispettive competenze istituzionali.

Il Protocollo si inserisce nel quadro delle recenti innovazioni normative introdotte dal decreto legislativo n. 87 del 2024, che hanno rafforzato le interrelazioni tra procedimento penale e procedimento tributario, rendendo ancora più necessario un costante coordinamento tra le autorità coinvolte nelle attività di accertamento, investigazione e recupero delle risorse sottratte all’Erario.

L’intesa, sottoscritta dal Procuratore della Repubblica Piero Basilone, dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Daniele Sanapo e dalla Direttrice Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Dottoressa Valeria Garattini, prevede un coordinamento strutturale orientato a perfezionare l’efficacia e la tempestività delle azioni contro l’evasione fiscale sia in materia di imposte dirette, sia di imposta sul valore aggiunto.

L’iniziativa trae origine dalla comune consapevolezza che l’evasione e le frodi tributarie costituiscono oggi il volto principale della criminalità economica, spesso legate a logiche d’impresa opache. Le condotte illecite non si limitano a sottrarre risorse essenziali alla collettività, ma compromettono la concorrenza tra imprese, alterano le regole del mercato e incidono negativamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

L’accordo mira a rendere più efficace l’azione pubblica ottimizzando lo scambio di informazioni, uniformando le procedure operative e valorizzando le competenze di ciascun ente. In quest’ottica, il Protocollo permette di individuare rapidamente i reati, quantificare con precisione l’evasione fiscale e smantellare i circuiti di frode basati su società fittizie.

Assume un’importanza centrale il rafforzamento delle indagini sulla reale capacità economica di chi è coinvolto in reati tributari. L’attenzione si concentra su schermature patrimoniali, intestazioni fittizie e trasferimenti simulati per evitare il recupero dei beni da parte dello Stato. A questo scopo, il Protocollo punta su un uso tempestivo e coordinato degli strumenti investigativi già previsti dalla legge.

Le soluzioni individuate consentiranno quindi di rafforzare e migliorare lo scambio di dati e documenti di reciproco interesse istituzionale e la comune azione di contrasto all’evasione fiscale, orientando le attività d’indagine verso la repressione delle condotte maggiormente lesive dell’interesse pubblico, nella prospettiva dell’effettivo recupero dei tributi evasi.

Con la firma odierna, si intende riaffermare il valore strategico della collaborazione tra le istituzioni coinvolte, unite nel comune obiettivo di rafforzare la legalità e contrastare con fermezza ogni forma di evasione e frode fiscale.