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WWF Lombardia: “Poche proposte per contrastare la perdita di biodiversità”

Si chiede all’Amministrazione regionale ed agli Enti Parco di riconsiderare i contenuti delle proposte presentate affinché la "transizione ecologica" sia effettivamente attuata nel rispetto degli Obiettivi del Piano di Finanziamento Europeo e nel principio di non arrecare danno all'ambiente. 

WWF Lombardia: “Poche proposte per contrastare la perdita di biodiversità”
Cronaca 21 Marzo 2021 ore 15:33

 

Il WWF Lombardia esprime preoccupazione per “i progetti” presentati dai Parchi Regionali per spendere i Fondi Europei “per la transizione ecologica”: solo iniziative per favorire la fruizione e poche proposte per contrastare la perdita di biodiversità.

WWF Lombardia sulla gestione dei Fondi Europei per la transizione ecologica

Il WWF Italia, che in Lombardia gestisce numerose aree protette fin dalla fine degli anni ’70, esprime tutte le sue perplessità e preoccupazioni di fronte alle proposte presentate dai Parchi regionali lombardi “come applicazione concreta della transizione ecologica” come affermato dall’Assessore regionale Rolfi. “Queste proposte, al di là di alcune lodevoli eccezioni, mancano di ambizione, di coraggio e di visione: si tratta di una “lista della spesa” di progetti, che forse erano già nei cassetti dei Parchi Regionali che con l’arrivo dei Fondi Europei si vorrebbero realizzare” esordisce l’Associazione ambientalista lombarda.

“Poche idee progettuali”

“Dal loro esame non emerge nessuna attenta e accurata programmazione che consenta davvero di avviare, al di là di facili slogan, la transizione ecologica, ne sembrano coerenti con i piani di gestione, in particolare per le aree a Parco naturale sulla cui centralità sembrano esserci poche idee progettuali” ha continuato il WWF Lombardia.

Poche proposte per la conservazione del patrimonio naturale

“Nel dicembre scorso – continua l’Associazione, – Regione Lombardia aveva chiesto di segnalare progetti riguardo al ripristino degli ecosistemi e per favorire l’accessibilità e la fruizione sostenibile anche alle Riserve Naturali in riferimento agli investimenti per favorire la ripresa economica. Dalla progettualità dei Parchi sono richiesti 109 milioni di Euro per 179 progetti, oltre il 50% è destinato alla fruizione (in particolare per piste ciclabili), circa il 25% alla ristrutturazione o realizzazioni di sedi e il restante 25% circa ad interventi di tipo naturalistico: quindi solo un quarto dei progetti è specificatamente rivolto alla conservazione del patrimonio naturale nei Parchi”.  

Del Pero: “Sfugge il nesso”

Nessun pregiudizio sul potenziamento di piste ciclabili o centri visita nei Parchi regionali, ma sfugge il nesso di tali infrastrutture con la priorità di tutela di habitat e specie o di cambiamento dei processi produttivi dannosi all’ambiente” dichiara il Delegato WWF Italia per la Lombardia dott. Gianni Del Pero e aggiunge “ E’ proprio dalle aree protette che dovrebbe venire tale impulso, considerato che coloro che le frequentano lo fanno innanzitutto per il loro valore naturalistico”. 

“I progetti presentati, sono coerenti?”

“Fermo restando che tra gli obiettivi del Piano Europeo vi sono quelli della inversione della curva della perdita della biodiversità e che una quota del 37% dei fondi devono essere dedicate al clima, all’adattamento al cambiamento climatico e specificamente alla tutela dell’ambiente, si sottolinea che questi progetti devono comunque rispettare il principio di “non arrecare un danno significativo” per i sei obiettivi ambientali comunicati dalla Commissione Europea (2021/C 58/01). Ci si chiede: i progetti presentati dai Parchi sono coerenti con questo principio di valutazione?” afferma il WWF Lombardia

Le aspettative rispetto al piano regionale

“Dagli Enti gestori dei Parchi lombardi ci saremmo aspettati, per esempio, progetti e proposte sul miglioramento della qualità dei corsi d’acqua in linea con quanto prevede la Direttiva Quadro 2000/60/CE (i principali fiumi lombardi sono tutti interessati dalla presenza di Parchi regionali), oppure progetti per la riduzione degli impatti dell’attività agricola intensiva e zootecnica tra le prime cause di  impatto sulla biodiversità e il clima in Italia, o ancora la realizzazione di corridoi ecologici fra le aree protette anche attraverso una graduale quanto concreta conversione all’agricoltura biologica”.

La richiesta del WWF Lombardia

Il WWF Lombardia e i cittadini che ogni giorno usufruiscono dei servizi ecosistemici derivanti delle nostre aree protette chiedono all’Amministrazione regionale ed agli Enti Parco, di riconsiderare radicalmente i contenuti delle proposte presentate affinché la “transizione ecologica” sia effettivamente attuata nel rispetto degli Obiettivi del Piano di Finanziamento Europeo e nel principio di non arrecare danno all’ambiente.

“Occorre maggior coinvolgimento delle Associazioni ambientaliste”

“E’ evidente che per garantire tale risultato occorre maggiore coinvolgimento nella governance e nelle scelte anche da parte delle Associazioni ambientaliste, che oggi in Lombardia, diversamente da quanto prevede la normativa regionale, sono esclusi da ogni partecipazione al procedimento decisionale: la normativa di Regione Lombardia prevede infatti, con una discriminazione inspiegabile, che i loro rappresentanti facciano parte delle Comunità dei Parchi, ma con la sola facoltà di essere auditi, senza alcun peso nelle decisioni” conclude l’Associazione.

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