Col Centro Studi Storici in 100 alla scoperta di Villa di Chiavenna

Grande partecipazione alla visita guidata

Col Centro Studi Storici in 100 alla scoperta di Villa di Chiavenna
09 Ottobre 2017 ore 09:25

Un centinaio di soci e simpatizzanti ha risposto alla seconda visita guidata d’autunno, promossa dal Centro di studi storici valchiavennaschi sabato 7 ottobre a Villa di Chiavenna.

L’itinerario

Si è partiti dalla corte della Biblioteca comunale, dove il presidente Guido Scaramellini ha introdotto il programma del pomeriggio e ha condotto i partecipanti alla contrada degli Specchi con interessanti esempi di architettura spontanea e un raro affresco cinquecentesco con la Madonna, il Bambino, sant’Antonio abate e la donna offerente, su una casa privata. Si è quindi tornati in quella che fino a metà Ottocento fu la strada di valle, sulla quale si affacciano l’imponente palazzo settecentesco probabilmente, come ha scoperto il consigliere Giuseppe Succetti, dei Pollavini, così come la casa seicentesca subito a monte del notaio Antonio, di cui sopravvive lo stemma dipinto. Con il revisore dei conti Germano Caccamo, pure presidente del gruppo locale Antacüch, e Stefano Galli ci si è recati al Sasc del Quartìn, dove in un locale ricavato alla base un’incisione latina incompleta fu lasciata nella roccia dal notaio Giovan Andrea Maraffio nel 5698 dalla creazione dell’uomo. Stabilita quest’ultima a 4000 anni prima di Cristo dalla Vulgata latina della Bibbia, si desume che la scritta risalga al 1698. Con il revisore dei conti Gianni Zatta la comitiva è poi passata a un ambiente nel quale sono dipinti uno stemma tra due soldati, accompagnato dalle sigle A. O., da una curiosa scritta in tedesco, un stemma ignoto e dalla data 1713. Una novità, non essendo finora conosciuta, e un enigma, per ora. Stefano Galli ha poi illustrato la storia di un crotto cinquecentesco a Danaal, prima di salire al nucleo di Posmotta e in particolare al crotto datato 1570, dove il proprietario e revisore dei conti Bruno Mezzera ne ha illustrato i passaggi di proprietà dai Giorgetta fino a noi. A Posmotta il consigliere Cristian Copes ha parlato della costruzione nel 1656 di due crotti degli Sciuchetti e della causa scoppiata tra loro e Antonio Gini, proprietario di un altro crotto.

Una golosa conclusione

Un ricco spuntino con torte e bibite è stato offerto da Rosanna Boffi Rogantini, mentre il gruppo Antacüch ha preparato le caldarroste, a conclusione di un bel pomeriggio di sole.

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