Le olimpiadi sono terminate, ma il viaggio dell’Orchestra di Fiati della Valtellina nella Grecia antica continua. E questa volta approda nella regione che è sempre stata considerata una sorta di paradiso terrestre, dominio del dio Pan con la sua corte di ninfe e spiriti della natura: l’Arcadia.
Il concerto è a ingresso libero fino a esaurimento posti, grazie al sostegno del Comune di Morbegno e della Fondazione Mattei.
L’Orchestra di Fiati della Valtellina dall’Olimpo all’Arcadia
Il concerto di sabato 21 marzo 2026 all’Auditorium S.Antonio di Morbegno conclude il ciclo di eventi ispirati alla mitologia ellenica. E, come sempre, anche in questa occasione la selezione dei brani a cura del direttore artistico Lorenzo Della Fonte è di altissimo livello e molto ricercata, con una dedica speciale a Joseph Horovitz, compositore scomparso 4 anni fa e di cui quest’anno si festeggia il centenario della nascita.
Il programma
Il concerto si apre con Olimpica di Giovanni Orsomando, marcia sinfonica composta per le Olimpiadi di Roma del 1960: è una marcia sinfonica, ovvero un brano con carattere e andamento di marcia, ma pensato per il palcoscenico di un concerto e non per la sfilata.
Segue la brillante ouverture dall’Orfeo all’inferno di Jacques Offenbach, resa celebre dal travolgente can-can finale. Una rilettura ironica e dissacrante del mito di Orfeo, in cui gli dei dell’Olimpo diventano caricature grottesche della società francese ottocentesca.
Il cuore del programma è Fête Galante, scritto da Joseph Horovitz nel 1991, ed ispirato ai dipinti pastorali del pittore francese Antoine Watteau, in cui figure in costume si imbarcano in un viaggio verso un’isola incantata e amanti si incontrano in danze cortesi illuminate dalla luna. È un mondo onirico, ma intriso di vera emozione, proprio il desiderio romantico della mitologica Arcadia. Con questo brano festeggiamo anche il centenario dalla nascita di Horovitz, uno dei primi compositori “seri” a dedicarsi alla banda, con suite e brani di grande respiro sinfonico.
A seguire, la Parafrasi su “Più presso a Te” di Carl Nielsen, composta nel 1912 per una cerimonia in ricordo delle vittime del naufragio del Titanic, dove sembra che fosse stato l’ultimo pezzo musicale eseguito a bordo. L’antico inno si trasforma e trasfigura, tornando potentemente nel finale. Una tragedia del mare, ma un Dio molto diverso.
Il finale riporta il pubblico nell’Ade con Infernal Ride di Kenneth Hesketh. In tre parti, il pezzo è mercuriale e virtuosistico, con una sezione centrale dal carattere glaciale (il Cocito, lago gelato di Dante). Una veloce cavalcata attraverso questo mondo sotterraneo.