15 agosto

Perchè si festeggia Ferragosto?

Perchè si festeggia Ferragosto?
15 Agosto 2020 ore 10:09

Il 15 agosto la Chiesa Cattolica festeggia l’Assunzione di Maria Vergine al cielo. Si tratta di una festa antichissima che risale al VII secolo e che intendeva ricordare il singolare trattamento riservato da Gesù a sua madre una volta che ella ebbe terminata la sua vita terrena. Lo spiegano i colleghi di PrimaBergamo.it

Mancano i resti

Perché c’era un problema: Maria non risultava sepolta da nessuna parte. Non a Gerusalemme, dove secondo alcuni sarebbe morta a un anno di distanza dal Figlio suo; non a Efeso (a poca distanza da Smirne, nell’attuale Turchia) dove si sarebbe recata con Giovanni l’apostolo dopo la Resurrezione e dove sarebbe vissuta una quindicina d’anni. Possibile che nessuno avesse lasciato un’indicazione circa il luogo in cui andare a venerarne i resti? Difficile da credere. Più plausibile che quei resti non siano mai esistiti. Maria, sostenevano i cristiani di Grecia e di Armenia, una sera si era addormentata per sempre: e infatti la loro festa si chiama – ancor oggi – della Dormizione. Il giorno dopo il suo corpo non si era più trovato. Evidentemente il Signore Gesù era venuto a prenderselo per evitare che la carne si corrompesse. Possibile. Molto probabile. Ma non certo. E infatti nelle Chiese d’Oriente la cosa è lasciata in sospeso: nessuno di noi era lì, ci piace pensare che sia stata portata in cielo senza passare attraverso la morte, ma più di tanto non possiamo dire.

Assunzione

Fuori dall’Impero Bizantino, diverse chiese d’Occidente – tra le quali Roma, al tempo di papa Sergio (il primo di quel nome, un palermitano di famiglia originaria della Siria; un santo) – si allinearono immediatamente su questa posizione tutto sommato ragionevole. Ma preferirono parlare di Assunzione, un termine che permetteva di lasciare sullo sfondo la questione di come Maria fosse arrivata in cielo: se addormentata o priva di vita. Data della festa: la metà d’agosto. Vi si celebravano – un tempo – le Feriae Augusti in onore del primo imperatore di Roma. Ma, dopo che i Visigoti e i Vandali – secoli prima – avevano ridotto l’Urbe un cumulo di macerie, era ricorrenza ormai priva di qualsiasi significato. Nessuno che facesse opposizione.

La questione in Vaticano

Passarono i secoli. Fino a quando, negli anni immediatamente successivi alla carneficina della Seconda Guerra Mondiale, papa Pio XII si trovò subissato di richieste che si giungesse a una soluzione definitiva del caso: la Madonna era morta o non era morta? E, in entrambi i casi, era stata portata in cielo col suo corpo o cos’altro si doveva credere che Le fosse successo?

Il papa prese la cosa molto seriamente. Nel 1946, il 1 maggio, scrisse una lettera a tutti i vescovi del mondo per conoscere il loro parere. Fu un plebiscito a favore dell’assunzione in cielo. Comprensibile, d’altra parte, perché già gli antichi Padri della Chiesa si erano espressi nella medesima direzione e tutti erano già convinti della cosa, anche in mancanza di un pronunciamento ufficiale. Con tutti quei milioni di morti e dispersi, ci mancava solo che la Madonna fosse stata sepolta alla chetichella.

Gli stessi vescovi mantennero tuttavia la secolare cautela circa i modi del trapasso. Per questo, non essendo nel frattempo emersa alcuna novità di rilievo, la formula usata da papa Pio XII nella proclamazione del dogma è pulita e equilibrata: «…definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». “Terminato il corso della vita terrena”. Può essere morta come no. Non lo sappiamo. Sappiamo che è stata assunta in cielo col proprio corpo, questo sì. In seguito a questa presa di posizione (Costituzione apostolica Munificentissimus Deus del 1 novembre 1950) i cattolici – diversamente dagli altri cristiani – sono tenuti a crederlo.

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