Economia

Bps, il Covid-19 stravolge anche l’assemblea dei soci

Intanto il CdA ha approvato prima la trimestrale dell'anno caratterizzata dall'emergenza coronavirus.

Bps, il Covid-19 stravolge anche l’assemblea dei soci
Sondrio, 13 Maggio 2020 ore 07:04

Si terrà il 12 giugno l’assemblea dei soci della Bps, anche se sarà profondamente diversa rispetto al passato a causa della pandemia di Covid-19.

L’assemblea ai tempi del Covid-19

E’ stato il consigliere delegato della Banca Popolare di Sondrio Mario Alberto Pedranzini ad annunciare ieri, martedì 12 maggio 2020, lo stravolgimento dell’assemblea. Lo ha fatto al termine del CdA che ha approvato i risultai della banca nei primi tre mesi di quest’anno. “Vorrei  spendere una parola di particolare attenzione per la prossima Assemblea dei Soci che si terrà il 12 giugno prossimo: è per noi fonte di enorme dispiacere l’impossibilità di incontrare, come da consuetudine, i nostri Soci nel momento più partecipato della vita sociale della Banca. Stiamo però approntando misure alternative affinché la partecipazione, ancorché non in forma fisica, possa risultare la più ampia possibile e rappresentare così un rinnovato segno tangibile della peculiarità della nostra banca, espressione della comunità in cui opera, anche e ancor di più in questa fase difficile”.

I dati della trimestrale

Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Francesco Venosta, ha approvato i risultati al 31 marzo.  Il risultato netto di periodo risulta negativo per 46,5 milioni di euro, a fronte di un valore positivo pari a 34,9  milioni del periodo di confronto, in considerazione principalmente di du aspetti. Un peggior risultato complessivo dell’attività in titoli attestatosi in negativo di 59,1 milioni  rispetto ai 30,5 milioni di segno positivo dello scorso esercizio; maggiori rettifiche di valore su crediti e attività finanziarie passate da  44 milioni del 31 marzo 2019 a 69,7 milioni del periodo di riferimento (+58,5%). La raccolta diretta da clientela ammonta a 31.787 milioni rispetto ai 32.622 milioni di fine 2019 (-2,6%) e agli 30.496 milioni del 31 marzo 2019 (+4,23%); quella indiretta si attesta a 30.240 milioni rispetto ai 33.764 milioni del periodo di confronto (-10,4%). La raccolta assicurativa ammonta a 1.604 milioni rispetto agli 1.608 milioni del 31 dicembre 2019 (-0,2%) e agli  1,447 milioni del 31 marzo 2019 (+ 10,85%). I finanziamenti verso clientela si attestano a 27.619 milioni (+0,8%) rispetto ai 27.387 milioni di euro di fine 2019. Nell’ambito, sono risultati particolarmente positivi gli incrementi netti riconducibili alla voce mutui chirografari e altre operazioni (a 6.665 milioni di euro; +5%; +320 milioni) e ai mutui ipotecari (a 10.832 milioni di euro; +1,6%; +174 milioni di euro). In particolare, le nuove erogazioni di prestiti a famiglie e imprese sono state pari a oltre 900 milioni, a conferma del consueto sostegno fornito all’economia reale.

Il commento

“Il brusco deterioramento del contesto macroeconomico causato dalla diffusione della pandemia di Covid-19 – si legge in una nota – e dalle conseguenti forti misure di restrizione delle attività sociali ed economiche adottate dalle autorità ha comportato la necessità di procedere ad aggiustamenti in senso prudenziale dei fattori qualitativi e quantitativi da includere negli scenari previsionali utilizzati per quantificare il rischio di credito prospettico. Ciò influisce pure sulla valutazione dei crediti con riferimento, in particolare, a quelli deteriorati, penalizzati dal blocco delle attività della Giustizia e quindi delle relative procedure di esecuzione giudiziale e dalle incertezze che affliggono il mercato immobiliare con riflessi negativi sul valore di recupero in caso di prestiti assistiti da garanzie ipotecarie. I fattori sopra citati hanno imposto di adeguare le valutazioni dei crediti deteriorati apportando ulteriori rettifiche che migliorano i tassi di copertura ma gravano il conto economico”.

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