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Canoni idrici a rischio: “Pronti alle barricate”

"E' incomprensibile l'atteggiamento del Partito democratico nel continuare ostinatamente ad introdurre una norma che, oltre ad essere dannosa nei contenuti, è un abominio giuridico".

Canoni idrici a rischio: “Pronti alle barricate”
Economia 29 Novembre 2020 ore 12:47

“Ci giungono indiscrezioni che ci sia un altro attacco all’autonomia delle Regioni e ai canoni idrici per i territori montani – dichiarano in una nota congiunta Alessandro Panza, europarlamentare e responsabile del dipartimento Montagna della Lega, il senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia della Lega, Massimo Sertori, assessore di Regione Lombardia con delega a Enti locali, Montagna e Risorse Energetiche, Fabio Carosso, Assessore alla Montagna di Regione Piemonte e GianPaolo Bottacin, Assessore alla Specificità di Belluno.

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Torto alle Terre Alte

“Prosegue il maldestro tentativo di questo Governo di mettere le mani sui canoni idrici e perpetrare l’ennesimo torto alle Terre Alte. Pare infatti – continuano gli esponenti della Lega – che l’art. 156 che voleva cancellare la regionalizzazione dell’idroelettrico, già presentato nel DDL Bilancio 2021 (AC 2970), e da cui è stato stralciato, sia stato riproposto alla Camera in XIV Commissione (Politiche europee) come emendamento a prima firma del PD, al DDL legge delegazione europea. Sembra che il testo sia identico a quello stralciato dall’AC 2790, e peraltro è confermato anche il comma 6 sulla proposta elevazione a 10.000 kW della soglia per le Grandi derivazioni idroelettriche.
E’ incomprensibile l’atteggiamento del Partito democratico nel continuare ostinatamente ad introdurre una norma che, oltre ad essere dannosa nei contenuti, è un abominio giuridico. L’effetto sarebbe inevitabilmente altri anni, decenni di contenziosi tra Stato-Europa e Stato-Regioni. A perdere sarebbero l’autonomia e i territori, in particolare quelli montani. A vincere i concessionari che avrebbero a disposizione, negli anni di inevitabile contenzioso, beni completamente ammortizzati che generano utili e lasciano briciole ai territori. Regione Piemonte ha già approvato la legge regionale sulle Grandi derivazioni e previsto il riconoscimento dei canoni per le province del Vco, di Cuneo e Torino, mentre per tutti gli altri territori è previsto un fondo perequativo”.

Pronti alle barricate

“Come Lega siamo pronti alle barricate e non permetteremo mai un tale abominio, l’emendamento del PD è un nuovo vergognoso attacco all’autonomia del territorio. Pd e M5stelle si rassegnino, i canoni vanno ai territori di diritto e i beni bagnati passeranno alle regioni”, concludono Panza, Arrigoni, Sertori, Carosso e Bottancin.

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