L'INTERVISTA

Confapi Lecco Sondrio, Vavassori: «Aiutiamo le aziende con servizi integrati»

Il presidente analizza la situazione attuale e fa il punto sull’anno in corso. E sul suo secondo mandato: «Rappresenta un forte segnale di fiducia»

Confapi Lecco Sondrio, Vavassori: «Aiutiamo le aziende con servizi integrati»

Eletto per il secondo mandato alla guida di Confapi Lecco Sondrio e da poco entrato nella giunta nazionale dell’associazione, Enrico Vavassori fa il punto sul momento che stanno vivendo le piccole e medie imprese del territorio. Dalla fiducia rinnovata dal Consiglio alle sfide di un contesto economico complesso, passando per internazionalizzazione, carenza di personale e nuove competenze, il presidente traccia un quadro realistico ma fiducioso, soffermandosi anche sulle prospettive per il 2026 e sul ruolo sempre più centrale dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale.

Presidente, iniziamo dalla sua rielezione, avvenuta poco prima di Natale: la conferma che significato ha per lei e per l’associazione?

«Il secondo mandato rappresenta innanzitutto un forte segnale di fiducia da parte di tutti i membri del Consiglio. Proprio sulla base di questa fiducia, l’impegno a proseguire e a rafforzare il lavoro avviato diventa ancora più stringente. Dobbiamo costruire un’Associazione sempre più presente sul territorio e sempre più vicina alle imprese che rappresentiamo, affiancandole lungo tutto il percorso di formazione obbligatoria del personale e degli imprenditori, supportandole sui temi dell’energia – oggi sempre più strategici per la competitività – sul welfare aziendale, sugli adempimenti normativi e sull’internazionalizzazione dei mercati. Un insieme integrato di servizi concreti per aiutare le nostre aziende a crescere e a rimanere competitive in uno scenario economico sempre più complesso. Ci tengo infine a sottolineare che, se oggi parlo al plurale come Presidente, è perché senza il contributo di tutto il Consiglio, composto da imprenditori che dedicano tempo, competenze ed energie all’Associazione, e senza il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della struttura, che svolgono un’attività di grande valore, Confapi Lecco Sondrio non sarebbe parte attiva e qualificata dell’eccellenza del sistema Confapi nazionale».

Gennaio si è aperto con il suo ingresso nella giunta nazionale di Confapi: quali vantaggi possono trarne il nostro territorio e le imprese associate?

«E’ anche la naturale conseguenza del peso che Confapi Lecco e le persone che la compongono esprimono oggi a livello nazionale. L’ingresso in Giunta nazionale, oltre a rappresentare un’ulteriore manifestazione di fiducia, costituisce per me un’importante opportunità di crescita personale e un’esperienza di grande valore. Io e il collega Luigi Sabadini, riconfermato in Giunta nazionale, saremo in contatto diretto con tutti i vertici nazionali, a 360 gradi: questo ci consentirà di rappresentare le imprese del nostro territorio in modo ancora più incisivo, portando le loro istanze ai massimi livelli decisionali del sistema Confapi».

Torniamo indietro: il 2025 che anno è stato per le vostre aziende?

«Un anno difficile e complesso, con ordini a singhiozzo e uno scenario internazionale particolarmente instabile, che si riflette inevitabilmente anche sul nostro lavoro quotidiano. Alcuni mercati esteri sono praticamente scomparsi, altri hanno subito un rallentamento molto significativo, messi sotto pressione da dinamiche geopolitiche ed economiche che solo pochi anni fa avremmo pensato definitivamente consegnate alla storia, e che invece, purtroppo, sono tornate ad avere un peso reale. Detto questo, come dico spesso, le nostre imprese hanno dimostrato nel tempo di saper affrontare e superare anche le fasi più difficili. Resto quindi fiducioso, perché conosco bene il valore, la competenza e la qualità dei nostri imprenditori».

A livello internazionale c’è ancora tanta incertezza, ma riesce a tracciare delle previsioni per il 2026 per il territorio di Lecco e Sondrio?

«Ovviamente non ho la sfera di cristallo, ma possiamo provare a fare una lettura della situazione sulla base di ciò che sto osservando direttamente. Nell’ultimo mese sono tornate ad arrivare richieste da clienti esteri – in particolare da Germania, Francia e Belgio. Questo non significa ancora parlare di ripresa, ma rappresenta comunque un segnale: un certo interesse sembra essersi riattivato. Anche le notizie che arrivano dai principali osservatori economici indicano che la Germania sta lentamente recuperando fiducia. Se questo trend dovesse consolidarsi, è realistico attendersi – come è sempre avvenuto – un effetto di trascinamento sull’intero mercato europeo».

Quali sono le principali difficoltà che emergono dagli associati? Penso alla carenza di lavoratori e al rapporto con la scuola per esempio.

«La carenza di personale è ormai una criticità strutturale che ci accompagna da diversi anni. Come Associazione stiamo costruendo un rapporto sempre più stretto e costante con le scuole, basato sul confronto diretto, cercando di trasferire in modo chiaro quali siano le reali esigenze delle imprese. Credo però che la vera svolta dovrà arrivare dall’introduzione di modelli nuovi, più coerenti con le esigenze e le aspettative delle giovani generazioni. Non spetta a me giudicare se le nuove visioni che i giovani hanno della vita siano giuste o sbagliate; quello che mi sento di affermare è che anche il mondo dell’impresa dovrà necessariamente sapersi adattare a questo cambiamento. Non ho una ricetta pronta, ma sono convinto che questo tema debba impegnarci tutti in una riflessione profonda e condivisa, perché riguarda direttamente il futuro delle nostre aziende e del nostro sistema produttivo».

E quali esigenze mostrano? A che punto siamo con l’Intelligenza Artificiale?

«Lo scorso novembre abbiamo organizzato, presso il Politecnico di Lecco, una masterclass alla quale hanno partecipato 30 nostri imprenditori, che hanno avuto la possibilità di approfondire un tema di estrema attualità con docenti di alto livello, tra cui il professor Marco Tarabini, recentemente nominato prorettore dell’Ateneo lecchese, al quale rivolgo ancora le mie congratulazioni. L’uso efficace dell’intelligenza artificiale rappresenterà una sfida importante nei prossimi anni, soprattutto per riuscire a generare un ritorno concreto e misurabile nelle nostre aziende. Sono convinto che l’intelligenza artificiale non eliminerà posti di lavoro, ma richiederà sempre di più nuove figure professionali con competenze specialistiche nel suo utilizzo».