Edilizia "Il Codice appalti va subito corretto"

Lo sostiene il presidente di Ance Lecco Sondrio Sergio Piazza.

Edilizia "Il Codice appalti va subito corretto"
Economia 21 Giugno 2018 ore 13:45

Intervenire e correggere subito il codice appalti. Questa la pressante richiesta di Ance. Ad avanzarla il presidente dei costruttori di Lecco e Sondrio Sergio Piazza.

Codice appalti e ritardi nei lavori

"Non è possibile che nel nostro Paese i tempi medi per completare un’opera pubblica siano di 4 anni e mezzo: è il segnale che la burocrazia sta ammazzando l’Italia e che il Codice appalti, di cui Ance ha sposato da subito i principi volti a introdurre nel mercato dei lavori pubblici criteri di efficienza e trasparenza, ha purtroppo clamorosamente fallito, determinando un aggravarsi dei ritardi e delle procedure". Così Sergio Piazza, presidente di Ance Lecco Sondrio, interviene sul dibattito che in questi giorni sta occupando le pagine della cronaca nazionale, in merito ai ritardi con cui le opere pubbliche, anche in presenza di stanziamenti definiti e messi a bilancio, stanno decollando.

I ritardi sono un danno per il settore

Ritardi che, se nelle grandi opere arrivano a tempi biblici, in quelle piccole o medie sono tuttavia particolarmente dannosi per il Paese, oltre che per il settore. Se infatti negli ultimi due anni il numero e il valore dei bandi è cresciuto in modo sensibile, tuttavia questi non si concretizzano e le opere stentano comunque a vedere la luce. "Abbiamo sempre detto che una infrastruttura è in grado di cambiare la qualità della vita di chi abita in quel territorio, vi vive o vi lavora - continua Piazza - Ma i tempi necessari perché un’opera passi dalla fase di definizione progettuale a quella del suo completamento sono assolutamente al di fuori di ogni logica e di ogni criterio di buon senso".

Cambiare il Codice appalti

Piazza conclude: "Se la corruzione è un male che dobbiamo combattere, non possiamo pensare di farlo dando ulteriore fiato all’inefficienza della macchina amministrativa, a procedure farraginose e al caos normativo: è in questi mali che si annida l’origine della corruzione. Per questo è necessario che alcuni istituti del Codice siano rivisti e ripensati per evitare ulteriori disfunzioni. La campagna elettorale è finita: occorre accelerare il percorso di modifica del Codice e l’individuazione di nuove soluzioni. Occorre arrivare in tempi brevi a risultati concreti, che sappiano al tempo stesso favorire la crescita economica del Paese e la soluzione dei suoi ritardi infrastrutturali in una logica di lotta senza quartiere alla corruzione".

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