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La protesta

Gli ambulanti: “Si devono riaprire i mercati, vogliamo lavorare”

Scimè: "L’unica nostra possibilità di sopravvivere è quella di poter lavorare!".

Gli ambulanti: “Si devono riaprire i mercati, vogliamo lavorare”
Economia Sondrio, 09 Aprile 2021 ore 05:22

“Riaprire mercati e fiere si può, riaprire mercati e fiere si deve”. Monta la protesta della categoria degli Ambulanti e anche gli operatori della provincia di Sondrio solidarizzano con lo stato di agitazione proclamato in tutta la Lombardia da Fiva Confcommercio, che culminerà nella manifestazione di oggi 9 aprile 2021 a Milano. Proprio questo tema è stato al centro dell’attenzione del direttivo dell’Associazione Venditori Ambulanti Fiva della provincia di Sondrio, attiva all’interno dell’Unione del Commercio e del Turismo e presieduta da Stefano Scimè, che ha avuto luogo nel primo pomeriggio di ieri con collegamento a distanza.

Servono ristori e sostegno agli operatori dei mercati

Partecipato il dibattito che ne è scaturito tra i consiglieri, che all’unisono hanno sottolineato la tremenda drammaticità dell’attuale situazione economica e come la categoria degli ambulanti – nella fattispecie i non alimentari – sia tra le più colpite dalle restrizioni della pandemia e tra quelle che, insieme a tutte le partite Iva, purtroppo patiscono l’impossibilità di lavorare, cui si unisce l’assenza di ristori tempestivi e adeguati, rispetto ai quali però gli operatori sono totalmente disillusi. Fatturati precipitati, calati della metà o addirittura del 90%, e famiglie da mantenere, mentre non si lavora ormai da molto, troppo tempo “Siamo esasperati e a distanza di un anno dall’inizio della crisi sanitaria noi ambulanti non possiamo più sopportare chiusure immotivate e restrizioni incomprensibili. Vogliamo lavorare – sottolinea il presidente Stefano Scimè – e abbiamo già dimostrato di poterlo fare in tutta sicurezza. Non servono ristori, serve il lavoro. Riaprire pienamente i mercati e le fiere si può e si deve”.

Gli ambulanti chiedono ascolto: “Possiamo lavorare in sicurezza”

Gli operatori hanno ripetutamente sottolineato la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla terribile situazione delle partite Iva. Chiedono altresì che il Governo si decida una volta per tutte ad ascoltarli. E non vogliono sperare soltanto che si passi dalla zona rossa a quella arancione, ma piuttosto che finalmente ci si metta nei loro panni e che si comprenda che “il commercio su aree pubbliche, praticato all’aperto, può avere luogo in tutta sicurezza – sottolinea Scimè – adottando gli adeguati protocolli anti-Covid che noi ambulanti ci impegniamo con forza e responsabilità a rispettare. Abbiamo già dimostrato di poterlo fare e non vediamo perché i mercati all’aria aperta non possono lavorare, mentre le grandi strutture commerciali, dove al chiuso si concentrano contemporaneamente diverse centinaia di persone, possono restare aperte. Nei mercati è possibile creare il distanziamento con le entrate contingentate, oltretutto in una realtà come la Valtellina e la Valchiavenna i flussi di persone sono davvero limitati e possono, come detto, essere efficacemente diluiti con il distanziamento. L’unica nostra possibilità di sopravvivere è quella di poter lavorare!”.

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