intervista

All’Its Viganò di Merate un percorso sviluppa le competenze meccatroniche

Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Marco Campanari spiega la genesi del progetto presentato a gennaio

All’Its Viganò di Merate un percorso sviluppa le competenze meccatroniche

Pochi mesi fa è stato presentato un progetto ambizioso – «Dalla società alla scuola, dalla scuola alla società: istituzioni, scuole e imprese insieme per generare valore condiviso» – teso a realizzare presso l’Istituto Viganò di Merate nuovi laboratori per contribuire a sviluppare competenze nell’ambito della meccatronica. Si tratta di un progetto strategico per il territorio della provincia di Lecco, in particolare per la Brianza, finanziato da soggetti pubblici e privati per oltre 3,8 milioni di euro.
Con il progetto per la costruzione dell’edificio che ospiterà i laboratori di meccatronica, si è aperta anche la riflessione sulla formazione globale dello studente rispetto al tema della consapevolezza nell’inserimento nel mondo del lavoro, oltre che sull’opportunità di sviluppare una proposta formativa ampia e diversificata, con incontri, masterclass, eventi, attività di apprendimento informale, nella cornice della costruzione di valore condiviso.
Di questa nuova e importante sfida abbiamo parlato con Marco Campanari, ingegnere, ceo del gruppo Cicsa di Beverate di Brivio, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, da sempre molto attento al rapporto tra imprese e mondo della scuola.

Quali obiettivi ha questo progetto?

«Da tempo noi imprenditori lamentiamo il grave problema della mancanza di personale con competenze meccatroniche, aggravato dal fatto che, allo stato attuale, in tutta la provincia di Lecco si diplomano in quest’ambito meno di una settantina di studenti all’anno. Occorreva fare qualcosa, e questo è quanto abbiamo tenacemente voluto perseguire, proponendolo all’Istituto Viganò, che ha meritevolmente sposato il progetto, e alla Provincia di Lecco, che ha fatto altrettanto e ha avuto un ruolo fondamentale.
Partiamo da quello che realizzeremo nel concreto, qualcosa di strutturale: sarà costruito un nuovo edificio ad hoc, con aule e laboratori dotati delle più moderne tecnologie nell’ambito della meccatronica che saranno a disposizione degli studenti e di tutto il territorio. Per noi questo è un punto cruciale: da tempo la nostra associazione – seppure fortemente impegnata in molteplici iniziative dedicate all’ambito education – non partecipava ad una costruzione, intesa in senso letterale, di spazi destinati all’istruzione e alla formazione di questa ambiziosa dimensione. Denunziare le carenze è fondamentale ma non bastava più, e la nostra idea iniziale ha subito trovato risonanza nell’attenzione dell’amministrazione provinciale per i giovani, per le necessità di sviluppo complessive e del sistema produttivo, che dà un contributo essenziale all’occupazione e alla tenuta del sistema sociale. L’obiettivo finale del progetto trova infatti per noi le sue radici nelle ben note difficoltà nel trovare, inserire e trattenere in organico giovani con competenze tecniche e industriali. Le cause di questa situazione sono molteplici e non riguardano solo il nostro territorio; tuttavia, nelle nostre province si aggiunge un ulteriore elemento critico: una carenza significativa nell’offerta formativa nell’ambito della meccanica e meccatronica, settore che rappresenta invece un punto di forza del nostro sistema industriale. Nell’intera area che si estende da Vimercate verso Lecco, non esiste oggi alcun percorso formativo di questo tipo. Queste sono le ragioni per le quali abbiamo promosso e sostenuto il progetto, con l’obiettivo di supportare l’avvio di un nuovo indirizzo di studi in meccanica-meccatronica presso l’Its Viganò di Merate. Un’area caratterizzata da un tessuto produttivo denso e orientato proprio alle produzioni meccatroniche, eppure priva di un luogo dedicato alla formazione specifica in grado di rispondere a questa vocazione industriale».

Il progetto vede coinvolti, oltre alla capofila Provincia di Lecco e al partner Its Francesco Viganò, i sostenitori Confindustria Lecco e Sondrio con la Fondazione A. Badoni, Camera di Commercio di Como-Lecco, Crédit Agricole e Acinque. Inoltre, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia hanno deliberato a favore della Provincia di Lecco un contributo di 1,8 milioni euro (rispettivamente 400mila e 1,4 milioni) per il progetto, nell’ambito del bando «Progetti Emblematici Maggiori 2025». Mettere attorno allo stesso tavolo tutti questi attori però non sarà stato facile. Come è stato possibile radunarli e perché così tanti partner?

«Il ruolo dell’Amministrazione provinciale è stato ed è determinante affinché un progetto così ambizioso potesse vedere la luce. La Provincia di Lecco, in qualità di ente capofila, ha saputo catalizzare le energie attorno a questa iniziativa e i diversi partner e sostenitori hanno accordato fiducia a un progetto che ha tutte le premesse per diventare un asset importante per lo sviluppo del nostro territorio: per i giovani, che avranno maggiori possibilità di sviluppare un profilo di competenze molto richieste dal mondo del lavoro, e, naturalmente, per le imprese, la cui crescita dipende in primo luogo dalle persone che scelgono di lavorare e crescere con loro».

La presenza in Brianza di tante aziende tech sta identificando questa area come la Brianza Valley, una sorta di piccola Silicon Valley dove operano imprese importanti – alcune delle quali molto forti anche sui mercati internazionali – che assumono ingegneri, tecnici specializzati, e che offrono anche politiche di welfare molto strutturate. Come hanno giudicato questo investimento le realtà produttive del territorio?

«Per il sistema produttivo, che da tempo rileva e denuncia le crescenti difficoltà nel reperire competenze, questo progetto rappresenta uno snodo importante, che darà vita a un percorso formativo in grado di assicurare alle imprese risorse preziose e alla comunità un tassello importante nella prospettiva del benessere collettivo, offrendo al contempo alle giovani generazioni l’opportunità di formarsi e fare ingresso nel mondo del lavoro con prospettive di carriera concrete».

Mettere a disposizione delle imprese lecchesi e brianzole nuove figure tecniche specializzate che valore può avere nei confronti dell’occupazione nel suo complesso?

«Senza dubbio un alto valore: se la richiesta di competenze specializzate trovasse risposta, invece di restare in parte disattesa, questo si tradurrebbe in più persone con una occupazione nelle nostre imprese. E’ questa la forza del progetto: incontra gli interessi della imprese e fa bene all’occupazione, ai giovani e a tutto il territorio».