Un’impresa agricola su cinque ha già adottato soluzioni di agricoltura 5.0 per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia. Il dato emerge dal primo censimento europeo sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next. In Valle la sfida è portare connessioni veloci anche in alpeggi e valli laterali
La sfida è portare connessioni veloci anche in alpeggi e valli laterali
Si tratta di un quadro di riferimento che riguarda anche i territori montani come la provincia di Sondrio, dove l’innovazione digitale può rappresentare una leva concreta per migliorare l’efficienza aziendale e la sostenibilità delle produzioni. In Valtellina e Valchiavenna, infatti, la gestione ottimizzata di acqua ed energia è un elemento strategico per comparti come viticoltura, zootecnia e ortofrutta, spesso caratterizzati da condizioni operative complesse.
Tra le tecnologie più diffuse a livello generale figurano i sistemi per l’ottimizzazione dei consumi energetici e idrici (entrambi al 26%), seguiti da quelli per ridurre fertilizzanti e agrofarmaci (25%), oltre alla produzione di energia da fonti rinnovabili (18%).
“In un territorio come il nostro – spiegano il presidente di Coldiretti Sondrio Sandro Bambini e il direttore Giancarlo Virgilio – queste soluzioni possono fare la differenza: dall’irrigazione intelligente al monitoraggio da remoto degli allevamenti in quota, fino alla gestione puntuale dei vigneti terrazzati. Ma tutto questo è possibile solo se si colma il divario infrastrutturale”.
Il tema centrale resta infatti quello della connettività. “Portare banda larga e connessioni stabili anche negli alpeggi e nelle aree più difficili da raggiungere – prosegue il presidente Bambini – è una priorità. Senza rete non c’è agricoltura digitale e si rischia di penalizzare proprio le aziende che operano nei contesti più fragili ma anche più strategici per il presidio del territorio”.
Il superamento del digital divide nelle aree montane diventa quindi una condizione necessaria non solo per l’innovazione, ma anche per la competitività e la sicurezza delle imprese agricole, oltre che per garantire continuità alle attività economiche nelle zone interne.
“In uno scenario segnato dall’aumento dei costi di produzione – concludono da Coldiretti Sondrio – la digitalizzazione può contribuire a ridurre la dipendenza dagli input esterni. Ma serve un’azione coordinata che metta insieme infrastrutture, investimenti e politiche di filiera per assicurare sostenibilità economica e futuro alle aziende agricole di montagna”.