Per Ance Lecco Sondrio il Decreto legge sblocca cantieri “è una presa in giro”

Il Presidente Sergio Piazza esprime tutte le sue perplessità sulla decisione del Governo.

Per Ance Lecco Sondrio il Decreto legge sblocca cantieri “è una presa in giro”
Economia 22 Marzo 2019 ore 11:28

“L’elefante ha partorito il topolino”: così il presidente di ANCE Lecco Sondrio, Sergio Piazza, ha commentato il decreto leggi “sblocca cantieri”, approvato dal Consiglio dei ministri.

Una presa in giro

“Personalmente ritengo una assoluta presa in giro del nostro settore quanto accaduto ieri a Palazzo Chigi, ben lontano sia nella forma che nei contenuti da quanto aveva lasciato prevedere il recente incontro che la delegazione nazionale di ANCE aveva avuto con il presidente Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli”, continua Piazza, che spiega: “In primo luogo cosa significa approvazione ‘salvo intese’? È come dire che non si è approvato nulla, perché il testo dovrà essere nuovamente esaminato. E ciò dopo mesi e mesi di incontri, discussioni e proclami sull’esigenza di sbloccare i cantieri e gli investimenti pubblici fermi al palo, oltre a metter mano in modo significativo ad un codice degli appalti che, in questi anni, non ha saputo in alcun modo favorire quel processo di ammodernamento e di messa in sicurezza del Paese che a più riprese non solo il nostro settore, ma il mondo delle imprese e le stesse amministrazioni locali, hanno richiesto”.

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Mancano i contenuti

“In secondo luogo sono i contenuti a mancare in questo decreto. – sottolinea ancora Piazza – Di quanto richiesto dal mondo produttivo non vi è praticamente nulla. Manca un elenco delle opere da sbloccare e, più in generale, non è stata accolta la maggior parte delle richieste che come ANCE avevamo richiesto in tema di appalti, a cominciare dal ritorno in auge del massimo ribasso, preferita all’offerta economicamente più vantaggiosa”. “Unici dati positivi, la semplificazione del subappalto, con l’eliminazione della terna che le imprese già oggi devono indicare in gara anche se sopravvive la soglia del 30%, e l’iter degli appalti per manutenzioni ordinarie e straordinarie, che potranno essere avviati sulla base del progetto definitivo e non esecutivo”.

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