Il caso

Sci, la Fit Cisl: “Impianti da aprire attivando tutte le misure di sicurezza”

Fedele: "Per per la tenuta del tessuto economico e sociale della nostra provincia non è possibile rinunciare al funzionamento degli impianti di risalita".

Economia Alta Valle, 25 Novembre 2020 ore 11:40

La Fit Cisl di Sondrio, la categoria sindacale che rappresenta i lavoratori funiviari, esprime forte preoccupazione per la possibilità, da più parti ravvisata, della non apertura degli impianti di risalita per la prossima stagione invernale a causa dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia in corso.

Impianti per lo sci: le parole di Fedele (Fit Cisl)

Il responsabile della Fit Cisl Michele Fedele spiega: “E’ evidente che una tale ipotesi produrrebbe un aggravio economico considerevole per tutto il settore turistico territoriale, con un vero e proprio azzeramento dell’economia montana e con ripercussioni sociali non indifferenti per i tanti lavoratori, ed in particolar modo per quelli stagionali, che operano nel comparto del turismo della nostra provincia. Tra questi lavoratori annoveriamo gli addetti agli impianti di risalita, circa 600 in provincia di Sondrio, con una percentuale di stagionali del 75%, molti dei quali attualmente “sopravvivono” con il solo sussidio di disoccupazione che, come è noto, può essere erogato per un periodo di tempo limitato e, pertanto, per la gran parte di questi lavoratori, così come per gli altri lavoratori del settore turistico, si profila a breve una condizione di totale assenza di reddito”.

Misure per riaprire in sicurezza

E aggiunge: “La Fit Cisl di Sondrio, pur consapevole che il flusso turistico della prossima stagione invernale sarà, per ovvie ragioni, alquanto ridotto, ritiene che, per la tenuta del tessuto economico e sociale della nostra provincia, non sia possibile rinunciare al funzionamento degli impianti di risalita, la cui chiusura, peraltro, comporterebbe la conseguente chiusura di tutte le attività ricettive delle nostre località montane. E’ necessario, dunque, chiedere al Governo di consentire l’apertura degli impianti di risalita, attivando al contempo tutte le misure di sicurezza idonee a tutelare la salute degli utenti e dei lavoratori, misure che, peraltro, sono state recentemente prospettate nelle linee guida elaborate dal tavolo tecnico interregionale. Dette misure dovranno essere attivate non solo nell’ambito degli impianti di risalita, ma anche all’interno degli spazi dove si svolgono le attività ricettive, quali quelle alberghiere e della ristorazione, con la predisposizione di appositi protocolli e, soprattutto, sarà necessario porre in essere controlli efficaci, anche mediante l’ausilio delle forze dell’ordine, al fine di garantire l’effettivo rispetto delle regole”.

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