Caso 25 Aprile, in tanti si schierano con l’Anpi

Gli interventi di Pd, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Cgil.

Caso 25 Aprile, in tanti si schierano con l’Anpi
28 Aprile 2019 ore 07:01

Dopo la bufera esplosa a Chiavenna il 25 Aprile con l’attaccc dell’Anpi al ministro Salvini e le polemiche anche dei giorni seguenti, ora Pd e forze di sinistra si schierano apertamente con l’Anpi esprimendo la solidarietà a Egidio Melè.

Caso 25 Aprile, l’intervento del Pd

Ecco l’intervento di Giovanni Curti, segretario provinciale del Pd:

“Voglio esprimere solidarietà al Presidente dell?ANPI provinciale di Sondrio Egidio Melè rispetto agli attacchi ed agli insulti che ha ricevuto per il suo discorso ufficiale del XXV aprile a Chiavenna durante le celebrazioni della Festa della Liberazione. Critiche pesanti sui social e mezzo stampa che entrano nel personale, non sono rispettose e provengono anche da chi non era presente alla manifestazione.
La giornata del XXV aprile è Festa Nazionale della Liberazione dall?occupazione nazifascista, ricorda la fine della guerra e l?inizio di un nuovo Risorgimento Italiano. Una festa di popolo che a 74 anni dovrebbe riunire i cittadini ricordando la gioia di quei giorni, la fine di un incubo. La Libertà conquistata con la lotta. Grande è stato il contributo della Resistenza.
L?ANPI con il suo lavoro porta avanti questi valori, libertà, uguaglianza, democrazia, solidarietà ed unità. Festa che vive anche dei ricordi dei personaggi locali, dei canti della tradizione, dello stare assieme attorno al tricolore. Quest?anno il clima era teso anche a causa di modifiche al cerimoniale non condivise e non rispettose della tradizione. Il presidente ANPI Egidio Melè ha sottolineato tutto questo nel suo discorso, con coraggio, ricordando che L?Associazione dei Partigiani è la casa di tutti quanti , di qualunque fede politica, credono nell’antifascismo e nei principi della nostra Costituzione.
Melè ha espresso il suo pensiero sulla situazione attuale, è stato molto critico nei confronti delle istituzioni ed in particolare verso il ministro Salvini, ma non ha usato toni che trascendessero né nella diffamazione, né nel vilipendio, né nell?istigazione a delinquere. Si capisce dalle sue parole la preoccupazione per l?ingiustizia sociale, per le difficoltà del Paese, per la richiesta di nuovi autoritarismi, per pressioni che si fanno più intense. Quello di Egidio è un grido di allarme che vuole richiamare ai valori della democrazia e della libertà. I toni sono forti e un paio di passaggi si potevano evitare, ma le intenzioni sono sincere; non abbassare la guardia, vigilare perché la libertà va costruita e difesa sempre.
E? sicuramente possibile dissentire da quanto detto dal presidente dell?ANPI, pensarla in modo diverso, argomentare, confrontarsi ed esprimere un dissenso. Questa è l?essenza della democrazia.
Non è pensabile pretendere il silenzio, limitare la libertà di espressione, tentare di intimidire come si è visto anche nei messaggi diffusi sulla rete.
Mi auguro che enti ed associazioni si ritrovino in un dialogo sereno attorno alla difesa dei valori della nostra Repubblica e della Costituzione”.

L’intervento di Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista

Anche Vincenzo Servile, (Sinistra Italiana) e Massimo Libera ( Rifondazione Comunista) sono intervenuti per esprimere solidarietà a Melè.

“Riteniamo inaccettabile cercare di ridurre e nascondere il ruolo della lotta di Liberazione nel processo di riconquista della dignità, indipendenza e democrazia nel nostro paese, come dimostrato dal divieto di citazione dell’attività partigiana quale motivo dell’attribuzione della medaglia d’argento alla nostra provincia, dal divieto di cantare i tradizionali canti legati alla Resistenza com’è Bella Ciao e Fischia il Vento e di recitare la “Preghiera del ribelle “, come invece sempre avvenuto nel corso degli anni.
Ritieniamo grave la decisione del Prefetto di abbandonare la cerimonia in corso a Chiavenna per reazione a quanto contenuto nel discorso del Presidente ANPI di Sondrio che, di fronte alle ripetute provocazioni e ai tentativi censorei di coloro a cui evidentemente rode la festa antifascista, ha deciso di non porre l’altra guancia, con un intervento applauditissimo dai più di 500 partecipanti alla manifestazione.
Un grazie, accompagnato da tutta la nostra totale solidarietà, al Presidente Melè e all’ANPI provinciale, bersagli di attacchi livorosi che sono indicativi di un clima politico che pretende di rileggere in chiave revisionista la Storia”.

L’intervento della Cgil

E anche da Guglielmo Zamboni, segretario generale della Cgil, è arrivato il sostegno all’Anpi:

“Desideriamo esprimere solidarietà e sostegno al Presidente ANPI di Sondrio Egidio Melè, ingenerosamente attaccato oggi a seguito dell’intervento nel corso della celebrazione provinciale del XXV aprile a Chiavenna.
Il presidente ANPI ha ricordato l’importanza e il carattere unificante che ha, e dovrà sempre avere, un anniversario quale quello della Festa di Liberazione.
Ha inoltre ricordato i sacrifici fatti da nostre concittadine e concittadini per contribuire alla lotta di Liberazione oltre a salvare molte persone vittime del fascismo e del nazismo aiutandole a nascondersi e ad espatriare verso Stati più sicuri.
Ha detto con chiarezza che L’ANPI è la casa di tutti gli antifascisti di qualunque fede politica e che l’associazione da lui rappresentata ha la finalità di dare piena attuazione alla nostra Carta Costituzionale oltre all’importanza di trasmettere i valori della Democrazia alle nuove generazioni.
Si è arrivati a questo XXV aprile con un paese meno unito, non certo per colpa dell’ANPI e degli anti fascisti, ma a causa della caricatura che si è fatta di questa importante giornata, dell’insufficiente condanna ai reati di apologia di fascismo dei giorni precedenti e, non da ultimo, di una forte polemica interna al Governo.
Il presidente ANPI ha detto questo, condannando atteggiamenti che dovrebbe condannare qualsiasi democratico antifascista e ricordando che la lotta alla mafia va fatta 365 giorni all’anno. Non ravvisiamo in quanto detto da Egidio Melè insulti, semmai legittima critica politica. Auspichiamo si ridetermini un clima di reciproco confronto attorno ai valori fondanti della nostra Repubblica come l’antifascismo la democrazia l’uguaglianza e il diritto al lavoro”.