Frontalieri Accordo Italia Svizzera da rivedere

E' il pensiero del senatore leghista Crosio.

Frontalieri Accordo Italia Svizzera da rivedere
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L’accordo sui frontalieri tra Italia e Svizzera deve essere rivisto. E’ il pensiero del senatore leghista Jonny Crosio.

Frontalieri: l’intervento di Crosio

Il leghista spiega: “Lo diciamo da tempo: l’accordo fra Italia e Svizzera così com’è non va bene. E’ penalizzante sia per i lavoratori frontalieri che per i territori di confine. Nel nostro programma di governo abbiamo inserito quale punto fondamentale la modifica dell’accordo. E’ necessario riaprire le trattative su un testo che aumenta la pressione fiscale per i frontalieri e mette a rischio i ristorni ai Comuni. Si deve partire dall’accordo del 1974 e dai suoi principi ispiratori, che valorizzano sia i lavoratori che i territori dai quali provengono. I colloqui che si sono susseguiti in questi giorni con i parlamentari elvetici ci hanno consentito di chiarire la nostra posizione. Come Lega non siamo intenzionati a retrocedere rispetto alle richieste avanzate”.

Tante questioni sul tappeto negli incontri bilaterali

Il senatore valtellinese è componente della commissione Lavori pubblici e comunicazioni. E sta concludendo in queste ore la visita riservata ai parlamentari membri della Sezione bilaterale di amicizia Italia-Svizzera. Tre giorni di incontri, fra Berna e il canton Ticino, per discutere delle questioni che più di tutte caratterizzano i rapporti fra Italia e Svizzera. Oltre al frontalierato, la materia fiscale e i trasporti. “I rapporti con le autorità e i rappresentanti istituzionali svizzeri sono ottimi, l’amicizia è solida: Italia e Svizzera sono gli unici due paesi in cui l’italiano è lingua ufficiale. Ci uniscono qualche centinaia di chilometri di confini, problematiche comuni e questioni fondamentali come i trasporti, per questo sono fiducioso che si possa trovare un accordo anche per i lavoratori frontalieri. La Lega chiede che lo modifiche all’accordo siano definite coinvolgendo, oltre ai governi, anche le regioni interessate”.