Il caso tiene banco da un paio di giorni: la presenza degli agenti ICE statunitensi alle Olimpiadi. Con la possibilità che siano impiegati anche in Valtellina, in particolare a Bormio e Livigno. Agenti che sono al centro di polemiche dopo i fatti di Minneapolis. E oggi, mercoledì 28 gennaio 2028, arriva la dura presa di posizione della Cgil di Sondrio.
La Cgil: “Agenti ICE alle Olimpiadi? Non li vogliamo”
Questo il documento diffuso oggi dalla Cgil di Sondrio:
“La CGIL di Sondrio esprime una ferma contrarietà alla presenza di membri dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) fra la delegazione diplomatica statunitense durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Da giorni circolano notizie confuse e contraddittorie sulla partecipazione di questo corpo alle attività di sicurezza dell’evento. Dichiarazioni vaghe, conferme parziali e smentite sollevano interrogativi gravi. È preoccupante che il Ministro dell’Interno, Piantedosi, a poche settimane da un appuntamento internazionale di tale portata, abbia dichiarato di non esserne a conoscenza: una situazione che evidenzia mancanza di chiarezza e di responsabilità istituzionale”.
E ancora: “Non stiamo parlando di una forza di polizia qualsiasi. L’ICE è un corpo armato federale noto a livello internazionale per operazioni violente, arresti arbitrari e gravi violazioni dei diritti umani, arrivando ad uccidere a sangue freddo inermi cittadini Americani. Azioni che sono state ampiamente documentate anche dalle immagini provenienti dagli Stati Uniti, creando in tutti noi un forte senso di sgomento e indignazione. Un corpo che ha diffuso paura e odio nelle città, arrivando persino a minacciare una troupe della RAI impegnata nel proprio lavoro giornalistico”.
Quindi il riferimento alle Olimpiadi e alla Valtellina: “Ci chiediamo: possiamo davvero immaginare forze armate di questo tipo operare nelle strade di Bormio e Livigno? Chi potrebbe sentirsi al sicuro? La CGIL non può accettare che venga messa a rischio la sicurezza di chi vive e lavora nei territori olimpici. È evidente che l’ICE non offre alcuna garanzia di operare secondo i principi e le modalità che caratterizzano il sistema di sicurezza italiano. Parliamo di un corpo che entra nelle abitazioni senza mandato, che agisce con metodi violenti e arbitrari: pratiche che respingiamo con decisione e che non hanno nulla a che vedere con la nostra idea di sicurezza”.
Il sindacato conclude: “La presenza di un corpo militare straniero con funzioni di controllo dell’immigrazione, rappresenterebbe un pericolo per tutti e rischierebbe di trasformare un evento sportivo mondiale in un contesto di sorveglianza e discriminazione, tradendo i valori di inclusione, rispetto e fratellanza che sono alla base dello spirito olimpico e paralimpico. Per noi la sicurezza è un’altra cosa: è quella che tutela le persone, il lavoro, le comunità, chi vive le città, le montagne e le periferie. Non quella che genera paura. La CGIL di Sondrio chiede alle istituzioni nazionali e locali, al Comitato Olimpico e agli organizzatori di Milano-Cortina 2026 di garantire un evento aperto e pacifico, in cui la sicurezza di lavoratori, visitatori e atleti sia assicurata nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.