ripensare e riformare servizi e politiche

RSA in Lombardia, il PD presenta una mozione per la riforma: 200 milioni in tre anni e più posti letto convenzionati

Il consigliere regionale Davide Casati propone una revisione strutturale del sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali; focus su sostenibilità economica, aumento dei posti Alzheimer e attenzione alle specificità della provincia di Sondrio.

RSA in Lombardia, il PD presenta una mozione per la riforma: 200 milioni in tre anni e più posti letto convenzionati

Il tema delle Residenze sanitarie assistenziali torna al centro del dibattito politico lombardo. Il Gruppo regionale del Partito Democratico ha infatti presentato in Consiglio regionale una mozione per avviare una revisione strutturale e gestionale del sistema delle RSA in Lombardia. Primo firmatario è il consigliere regionale Davide Casati, che ha illustrato i contenuti dell’iniziativa.

La proposta nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione e la crescente complessità clinica degli ospiti rendano non più rinviabile un adeguamento del modello organizzativo e finanziario delle RSA lombarde. Un sistema che, secondo il Partito Democratico, deve essere ripensato in profondità per rispondere alle nuove fragilità sociali e sanitarie.

“La sfida – dichiara Davide Casati – è quella di ripensare e riformare servizi e politiche, riservando il tradizionale modello di assistenza ai casi più gravi e valorizzando per tutti gli altri la prevenzione e il mantenimento della salute e dell’autonomia il più a lungo possibile attraverso soluzioni e servizi integrati, diffusi e di prossimità”.

Intervento strutturale

Casati sottolinea la necessità di un intervento complessivo:

“Per arrivare a questo obiettivo, che non è solo sanitario ma anche sociale – prosegue – occorre un intervento strutturale che punti a rinnovare il sistema lombardo, lavorando molto sui territori anche attraverso la valorizzazione del ruolo del geriatra all’interno delle comunità e riformando alcuni aspetti attinenti alle RSA che non possono più essere rimandati, primo fra tutti la ripresa della programmazione, ferma dal 2009, relativa ad accreditamenti e contrattualizzazione dei posti letto, sia Alzheimer che ordinari”.

La mozione sarà discussa nella seduta di martedì 3 marzo in Consiglio regionale e punta a proporre alla Giunta un intervento organico capace di rispondere all’aumento della fragilità, alla sostenibilità economica del sistema e alla reale integrazione dei servizi territoriali.

Secondo i dati richiamati dal PD, le RSA lombarde registrano un tasso di saturazione del 98%, con liste d’attesa lunghe e difficoltà di accesso. Gli ospiti sono sempre più anziani – in maggioranza over 85 – con elevata comorbidità e forte compromissione cognitiva. A fronte di questo scenario, si registrano costi crescenti per famiglie e gestori: le rette sono aumentate del 16,4% in quattro anni, mentre i contributi regionali non sarebbero adeguati ai livelli di assistenza richiesti. A ciò si aggiunge la carenza di personale – infermieri, OSS e ASA – destinata a peggiorare con i pensionamenti e con l’aumento dei costi dei farmaci.

“Martedì chiederemo all’Aula di lavorare insieme per avviare una riforma organica delle circa 700 RSA lombarde, per garantire qualità delle cure, sostenibilità economica, equità nell’accesso, supporto a famiglie, operatori e gestori e valorizzazione del settore non profit. Le soluzioni ci sono e noi abbiamo messo nero su bianco i 10 punti prioritari: ora serve la volontà politica di lavorare insieme per trovare le risposte migliori ai bisogni dei cittadini, con una proposta economicamente sostenibile che prevede 200 milioni di euro nel triennio 2026-2028, ovvero lo 0,2% all’anno (65 milioni di euro) del bilancio di Regione Lombardia”, conclude Casati.

Complessità

Un’attenzione particolare viene riservata alla Provincia di Sondrio, territorio interamente montano con caratteristiche demografiche e geografiche peculiari. A intervenire sul punto è Michele Iannotti, segretario provinciale del Partito Democratico.

“In provincia di Sondrio il tema delle RSA assume caratteristiche peculiari che la Regione non può ignorare – afferma Iannotti –. Siamo un territorio interamente montano, con una popolazione che invecchia più rapidamente della media e con distanze che rendono complessa ogni forma di assistenza alternativa alla residenzialità”.

Secondo Iannotti, le liste di attesa evidenziano uno squilibrio tra domanda e offerta, aggravato dalla carenza di personale qualificato. In un territorio ampio e frammentato, tale squilibrio si traduce anche in una insufficiente contrattualizzazione dei posti letto rispetto al fabbisogno reale. Da qui la richiesta di aumentare i posti letto a contratto in provincia di Sondrio, per evitare che le famiglie siano costrette a rivolgersi fuori territorio.

Insostenibile

Il segretario provinciale richiama inoltre il peso economico sulle famiglie:

“Le rette sono diventate sempre più gravose e, in un contesto come il nostro dove il reddito medio è inferiore a quello delle grandi aree urbane lombarde, questo rischia di trasformarsi in un fattore di disuguaglianza. Non possiamo accettare che l’accesso alle cure dipenda dalla capacità economica. Per questo è urgente che Regione Lombardia intervenga con un adeguamento della quota sanitaria regionale, aumentando le tariffe riconosciute alle RSA”.

Nei piccoli comuni montani, sottolinea ancora Iannotti, la RSA rappresenta spesso l’unico presidio strutturato di assistenza continuativa. Senza un rafforzamento del legame tra residenzialità, assistenza domiciliare e Case di Comunità, il rischio è quello di lasciare sole le famiglie e spingere gli anziani verso soluzioni lontane dal proprio contesto di vita.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la progressiva uscita dei giovani dal territorio, che indebolisce la rete di cura informale tradizionalmente garantita dai caregiver familiari.

“Se i giovani se ne vanno, non restano più per assistere i genitori anziani, e questo rischia di produrre un futuro di solitudine e fragilità molto più accentuato rispetto alle aree urbane della pianura lombarda. La riforma delle RSA deve tenere conto anche di questa specificità territoriale”, osserva Iannotti.

Dieci proposte

La mozione si articola in dieci proposte operative: dal riequilibrio tra quota sanitaria e sociale con un aumento progressivo del 5% annuo della tariffa sanitaria nel triennio 2026-2028, all’incremento dei posti letto convenzionati (+5% nelle RSA e +10% nei nuclei Alzheimer entro il 2028); dalla definizione di regole chiare su oneri e rette per gli ospiti Alzheimer all’aggiornamento degli standard assistenziali e strutturali; dalla valorizzazione del personale all’evoluzione verso RSA “multiservizi” integrate con Case di Comunità e servizi domiciliari; fino al rimborso dei farmaci, all’istituzione dei Centri di Valutazione e Prenotazione, alla valorizzazione del non profit e al rifinanziamento del FRISL per l’adeguamento delle infrastrutture sociosanitarie.

Senza pregiudizi

“Ci auguriamo – concludono Casati e Iannotti – che la maggioranza che governa Regione Lombardia voglia affrontare questo tema senza pregiudizi e approvare la mozione. Sarebbe un segnale importante di responsabilità istituzionale su una questione che riguarda migliaia di famiglie lombarde. L’approvazione, però, non può restare un atto formale: dovranno seguire provvedimenti concreti, risorse adeguate e scelte amministrative coerenti. Le RSA e le famiglie non possono più attendere: servono risposte chiare e tempi certi.”