Clamoroso epilogo nel gigante maschile: Lucas Pinheiro Braathen scrive una pagina di storia e regala al Brasile un oro sensazionale, precedendo di 58 centesimi lo svizzero Marco Odermatt. Terzo posto per un altro elvetico, Loïc Meillard, a 1”17, davanti al connazionale Thomas Tumler.
Una gara incredibile, andata in scena sotto una nevicata sempre più fitta, che ha reso la pista via via più lenta e selettiva.
La gara: tensione, neve e colpi di scena
La seconda manche si è aperta con condizioni complicate: la nevicata ha rallentato il tracciato, rendendo ogni discesa una sfida contro il cronometro e contro il fondo che cambiava atleta dopo atleta.
Per lunghi tratti la Svizzera ha accarezzato il sogno della tripletta. Meillard si è portato in testa con 28 centesimi su Tumler, poi è arrivato Odermatt: sesto tempo di manche ma leadership provvisoria con 59 centesimi di vantaggio. L’oro sembrava a portata di mano.
Ma in cima c’era ancora lui, Braathen.
Il brasiliano è partito con 95 centesimi di vantaggio accumulati nella prima manche. Al primo intermedio era avanti di 0.68, al secondo di 0.67. Linea aggressiva ma pulita, nessuna sbavatura, gestione perfetta del piano finale. Al traguardo il verdetto: 58 centesimi su Odermatt. Oro Brasile.
Un trionfo simbolico, nella settimana del carnevale: il primo grande sigillo olimpico invernale per una nazione mai protagonista nello sci alpino.
Delusione Odermatt: Olimpiadi senza oro
Per Marco Odermatt è una giornata amara. Il fuoriclasse svizzero chiude queste Olimpiadi senza medaglie d’oro, un risultato che pesa per un atleta abituato a dominare. La sua prova è stata solida, ma non sufficiente per arginare l’impresa del brasiliano.
La Svizzera si consola con due atleti sul podio e quattro nei primi quattro posti, a testimonianza di una superiorità tecnica evidente, ma l’oro – quello che conta – vola in Sudamerica.
Rimpianti e sorprese
Tra i grandi rimpianti c’è quello dell’Italia: Giovanni Franzoni ha chiuso 24°, miglior azzurro, mentre Alex Vinatzer è uscito dopo un avvio lanciato.
Ottima la prova di Atle Lie McGrath, quinto, e positiva la presenza di atleti provenienti da nazioni emergenti come Andorra con Joan Verdù (10°) e Lituania con Andrej Drukarov (23°).
La classifica finale del gigante maschile
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Lucas Pinheiro Braathen (Brasile)
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Marco Odermatt (Svizzera) +0.58
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Loïc Meillard (Svizzera) +1.17
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Thomas Tumler (Svizzera) +1.45
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Atle Lie McGrath (Norvegia) +1.82
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Léo Anguenot (Francia) +1.99
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Henrik Kristoffersen (Norvegia) +2.04
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Stefan Brennsteiner (Austria) +2.23
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Marco Schwarz (Austria) +2.28
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Joan Verdu (Andorra) +2.29
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Timon Haugan (Norvegia) +2.30
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Žan Kranjec (Slovenia) +2.44
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Alexander Schmid (Germania) +2.48
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Filip Zubčić (Croazia) +2.50
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Anton Grammel (Germania) +2.72
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Patrick Feurstein (Austria) +2.84
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River Radamus (Stati Uniti d’America) +2.96
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Luca Aerni (Svizzera) +3.19
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Raphael Haaser (Austria) +3.21
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Christian Borgnaes (Danimarca) +3.35
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Andreas Zampa (Slovacchia) +3.44
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Fabian Ax Swartz (Svezia) +3.76
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Andrej Drukarov (Lituania) +4.03
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Giovanni Franzoni (Italia) +4.13
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Ryder Sarchett (Stati Uniti d’America) +5.11
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Tiziano Gravier (Argentina) +5.30
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Jesper Pohjolainen (Finlandia) +5.87
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Harry Laidlaw (Australia) +6.90