E’ uscita lunedì scorso la sentenza del Tar che rigetta il ricorso presentato dal Comitato Bormini per l’Alute insieme a varie associazioni, tra cui Italia Nostra, Mountain Wilderness, Club Alpino Italiano, contro la realizzazione della tangenzialina, che taglierebbe in due la piana dell’Alute, simbolo identitario della Magnifica Terra e memoria, aprendola alla cementificazione, ma tutti tacciono, e non rilasciano dichiarazioni. In effetti è una sentenza complessa, che va analizzata e meditata. Il che lascia molto perplessi. Una sentenza generica, a favore del Comune perché la Sovrintendenza aveva espresso parere favorevole all’opera.
Sentenza
Una sentenza che apparentemente dà ragione al Comune, anche se ci sono diversi elementi di impugnazione, perché non sono stati affrontati tanti temi esposti dai ricorrenti. In teoria, il 28 luglio avrebbero dovuto iniziare i cantieri, come riportato dal decreto regionale, ma i terreni sono ancora di proprietà privata, e dunque l’iter burocratico si fa ancora più lungo. Una sentenza non così incontrovertibile, che dà adito a tante impugnazioni e lascia aperte tante motivazioni di ricorrere al Consiglio di Stato, dove ci sono margini di un ribaltamento della stessa. Non essendo state prese in considerazione tutte le criticità, si prevede da parte di ricorrenti, un’interlocuzione con Regione Lombardia.